Oggi 4 marzo, Lucio Dalla avrebbe compiuto 82 anni: ripercorriamo la carriera del cantautore bolognese scomparso nel 2012 attraverso le canzoni più importanti della sua carriera che ha attraversato cinque decenni.

Come è profondo il mare (1977): Contenuta nell’omonimo album, segna una nuova era musicale dell’artista bolognese che firma per la prima volta i brani e la musica. Nella titletrack figurano insieme a Paolo Donnarumma al basso, Flaviano Cuffari alla batteria, Claudio Bazzari alla chitarra, troviamo anche Ron che ha ideato il giro armonico del brano ispirato dal sound di Neil Young, al quale si sposa il motivo fischiato da Dalla. Scritta alle Isole Tremiti ha nello sfondo il racconto del mondo di fine Anni Settanta con riferimenti ai campi di concentramento e la bomba nucleare.

Lucio Dalla, tra le canzoni più amate “La Sera Dei Miracoli”

La Sera Dei Miracoli (1980): Negli Anni Ottanta Lucio Dalla vive a Roma in Via Del Buco, nel cuore di Trastevere. I vicoli del pittoresco quartiere capitolino immerso in una calda sera d’estate, ispirano il cantautore alla creazione di uno dei suoi brani più amati, come lo stesso ha raccontato nel corso di un concerto: “Io tornai a casa, abitavo a Trastevere mi misi al pianoforte. Avevo visto Roma incendiata da feste, da canti, da gente ubriaca bene. Da veramente un momento di grande gioia collettiva. E allora scrissi questa canzone e la dedicai a Roma. La canzone si chiama La sera dei miracoli”. Nel 2023 il brano è stato scelto per la colonna sonora di C’è Ancora Domani, film che ha segnato l’esordio alla regia di Paola Cortellesi.

Caruso (1986): Contenuta nella riedizione dell’album DallAmeriCaruso è uno dei pezzi più conosciuti dell’artista in tutto il mondo. Durante un soggiorno a Sorrento, il caso vuole che il cantautore utilizzi la stessa stanza del tenore Enrico Caruso, pochi anni prima della sua morte. La suggestiva cornice del golfo apre il brano dedicato al celebre tenore ed una giovane ragazza alla quale dava lezioni di canto. Al centro del brano la sofferenza di un uomo che sta per affrontare la morte, ma lo fa attraverso la musica e l’amore. La sua voce, che è diventata immortale, è il mezzo attraverso cui riesce a comunicare la sua passione, la sua sofferenza, e anche la sua speranza, nonostante il suo destino imminente. Divenuto un grande classico della produzione di Dalla ha un importante riferimento alla canzone napoletana e nello specifico a Dicitencello Vuje, sull’inciso.

L’anno che verrà e Stella Di Mare, le principali canzoni di Lucio Dalla

L’Anno Che Verrà (1979): Contenuto nell’album Lucio Dalla, è diventato uno dei brani iconici della produzione del cantautore bolognese. Una lettera al futuro all’anno che sta per iniziare intrisa di un messaggio di speranza che risuona a distanza di 45 anni dalla pubblicazione ancora attuale. Le immagini presenti nel testo parlano di vita quotidiana, ma sotto il superficiale scorrere degli eventi ci sono anche riferimenti a critiche sociali e politiche.

Stella Di Mare (1979): La canzone che esplora il tema dell’amore non corrisposto e del disperato desiderio di ricongiungersi con qualcuno che non è più vicino, ma che continua a vivere nel cuore del protagonista. Il brano usa la metafora della “stella di mare” per descrivere una persona amata, ma distante, che rappresenta un faro di speranza, ma anche di solitudine. Nel 2022 Cesare Cremonini ha pubblicato una versione del brano accompagnata dalla voce di Lucio Dalla ed un rinnovato arrangiamento. Sulla scelta del singolo Daniele Caracchi cugino di Dalla aveva raccontato: “Quando Cesare mi ha raccontato che avrebbe desiderato cantare Stella di mare nel suo tour negli stadi italiani e che avrebbe voluto farlo con Lucio è stata una sorpresa e un’emozione indescrivibile: avere la possibilità di rivedere e riascoltare la voce di Lucio davanti a migliaia di persone è stato come restituirci l’illusione che Lucio potesse ancora cantare sul palco. Cesare sta tramandando con il suo percorso artistico la grande eredità musicale che Lucio ci ha lasciato”

Le collaborazioni con Gianni Morandi e Ron

Vita (1988): Scritto da Mogol e Mario Lavezzi, il brano era stato proposto a Mina in principio ma rifiutato dalla Tigre Di Cremona, per poi essere proposto a Lucio Dalla per cantarlo insieme a Gianni Morandi. Un inno alla vita, alle sue contraddizioni, alle sue difficoltà, ma anche alla sua bellezza e al suo valore. È un invito a vivere pienamente, ad affrontare le sfide con coraggio, nonostante le sofferenze e le incertezze che possono accompagnare l’esistenza.

Cara (1980): Una lettera d’amore poetica e struggente, nella quale un uomo pensa a una ipotetica sua amata, una ragazza molto più giovane di lui, che tuttavia sente ormai lontana. Il brano racconta di un amore profondo e di un desiderio di riavvicinamento, ma anche del rifiuto e della separazione, che sembrano inevitabili.

Piazza Grande (1972): Nato da un giro di chitarra confezionato da Ron durante un viaggio compiuto con Dalla verso la Sicilia, il sound si ispira al fado. In principio nata con il titolo di America, volta a raccontare la storia del Mayflower e la sua avventura verso il nuovo continente. Il protagonista del brano un senzatetto, guarda la piazza e le persone che la popolano, ma si sente distaccato da esse, come se fosse incapace di comunicare veramente con gli altri, pur essendo circondato da una moltitudine di persone. La canzone esplora il contrasto tra la vita quotidiana della città e il desiderio di autenticità e di cambiamento.

Le altre canzoni di Lucio Dalla: Futura ed Anna e Marco

Anna e Marco (1979): Una storia d’amore nata “in un locale che fa schifo” (una discoteca) tra Anna e Marco, due ragazzi accomunati da una visione pessimista del futuro. Il brano originariamente previsto con il titolo Sera, diventa anche un simbolo di una ricerca interiore e del tentativo di trovare la propria identità in un mondo che a volte sembra soffocante. Levante e Brunori Sas, Fiorella e Giuliano Sangiorgi hanno realizzato delle cover del brano.

4/03/1943 (1971): Il brano che ha portato al successo Lucio Dalla è stato presentato al Festival di Sanremo del 1971, dove raggiungeva il secondo posto. Brano dal ritmo malinconico e introspettivo, con un arrangiamento che unisce suoni più leggeri e acustici a momenti di intensità emotiva. Scritto insieme a Paola Pallottino, ha un’atmosfera che alterna la riflessione a un senso di nostalgia, con l’accompagnamento di pianoforte, chitarre, violino ed una voce piena di pathos che trasmette tutta la profondità emotiva del brano

Futura (1980): Sullo sfondo di Berlino luogo dove è stata scritto il brano, Dalla racconta una storia d’amore vissuta all’epoca del muro che divideva la città in due. In un contesto segnato dalla Guerra fredda e dalle ferite portate addosso dalla citt,à è difficile pensare alla leggerezza ed a stare bene ma i pensieri arrivano su un figlio della coppia “E se è una femmina si chiamerà Futura”, alla quale entrambi sperano di regalarle un futuro in un mondo migliore di quello nel quale stavano vivendo all’epoca.

Nicoletta Abrami

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