Le minacce di Donald Trump contro l’Iran non si arrestano e, anzi, stanno raggiungendo nuovi livelli di aggressività. Sul suo social media Truth, il presidente statunitense ha scritto: «Stasera un’intera civiltà morirà, per non tornare mai più. Non voglio che ciò accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso. CHI LO SA? Lo scopriremo stasera, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo iraniano!».
Da giorni, Trump sta incessantemente sfidando il regime. Con toni sempre più violenti, continua a promettere che bombarderà le infrastrutture civili del Paese se non verrà riaperto lo Stretto di Hormuz e se il governo iraniano continuerà a rifiutarsi di accettare le condizioni degli Stati Uniti per un cessate il fuoco. Di recente, ha affermato di voler riportare l’Iran «all’età della pietra», preannunciando azioni militari che, in sostanza, equivarrebbero a potenziali crimini di guerra.
Trump alza sempre di più i toni contro l’Iran, mentre il resto del mondo rimane a guardare
Nel frattempo, il vicepresidente USA JD Vance, attualmente in Ungheria, ha rincarato la dose parlando, nel corso di una conferenza stampa a Budapest, del piano statunitense di colpire «alcuni obiettivi militari» nell’isola di Kharg. «La scadenza del presidente è stata rispettata da noi e da tutti gli altri», ha dichiarato. «E ha detto molto chiaramente: “Non colpiremo obiettivi energetici e infrastrutturali finché gli iraniani non faranno una proposta che possiamo sostenere o non faranno alcuna proposta”. Ma ha dato loro tempo fino a martedì alle ore venti. Quindi non credo che le notizie sull’isola di Kharg rappresentino un cambiamento di strategia o rappresentino alcun cambiamento da parte del presidente».
Nonostante le ultime esternazioni di Trump siano, probabilmente, esagerate e iperboliche, come nel suo solito stile, il fatto che un leader occidentale parli della distruzione di un’altra civiltà -affrontando il tema con estrema leggerezza, oltretutto- non può e non deve essere sottovalutato, né la gravità delle sue parole può essere ignorata dall’Europa e dai suoi alleati. Al momento, tuttavia, non sembra esserci stata alcuna reazione da parte di governi e istituzioni internazionali, trincerati dietro un assordante silenzio, mentre la popolazione mondiale resta in attesa, con il fiato sospeso, di cosa potrebbe accadere questa sera.
Federica Checchia





