La notizia è di poco fa e darla lo stesso Matteo Renzi, che aveva fatto querela nei confronti di Marco Travaglio, con un post Facebook: “Stamani Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano sono stati condannati a risarcirmi ottantamila euro più le spese e gli interessi per avermi ripetutamente diffamato. Per anni ho subito in silenzio, sbagliando. La condanna di oggi non azzera le sofferenze per il passato ma pone una domanda agli addetti ai lavori della comunicazione: come può un diffamatore seriale che ha una collezione record di condanne continuare a fare la morale agli altri tutti i giorni in TV? Mistero. Intanto un pensiero alla mia famiglia che ha dovuto subire il peso di tutte le infamie e a tutti gli amici che non ci hanno mai abbandonato.”
Ben 51 articoli diffamanti e lesivi della reputazione del leader di Italia Viva a firma quasi esclusivamente di Marco Travaglio, si legge nella sentenza che “alla luce delle modalità stesse dell’illecito (ripetizione delle condotte ed univocità delle stesse), possa ravvisarsi in capo al direttore responsabile Marco Travaglio la sussistenza dell’elemento dolo, che sotto il profilo soggettivo va a connotare l’offesa all’onore ed all’identità personale di Matteo Renzi.”
“Può ritenersi provata la perpetrazione di una campagna diffamatoria contro Matteo Renzi da parte de Il Fatto Quotidiano – scrive ancora il giudice – poiché la grande mole di articoli e prime pagine in cui il suo nome viene accostato ad indagini, inchieste e a fatti illeciti relativi alle cinque vicende giudiziarie sopra menzionate, considerati complessivamente, esprimono una preordinazione complessiva a denigrare la persona di Matteo Renzi e non già a criticare la sua attività di politico”.

La condanna: Marco Travaglio e il Fatto Quotidiano risarciranno di 80.000 euro Matteo Renzi
Nelle disposizioni il giudice Donnarumma accoglie la “domanda risarcitoria e, per l’effetto, condanna i convenuti Marco Travaglio e la Società editoriale il Fatto S.p.A. in solido tra loro, al pagamento in favore dell’attore della complessiva somma di 80.000,00“.
Il direttore de ‘Il Fatto Quotidiano’ e la società editoriale sono stati condannati, inoltre, “in solido ed a loro cura e spese, alla pubblicazione del dispositivo della presente sentenza, per una sola volta, su ‘Il Corriere della Sera’, ‘La Repubblica’ e ‘La Stampa’, a caratteri doppi rispetto a quelli normali, e, per una sola volta ma per almeno tre giorni, sul periodico cartaceo ‘Il Fatto Quotidiano’ e sul periodico digitale ‘Il Fatto Quotidiano.it’, entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione della presente sentenza”.





