Quando il mondo intero ti ha conosciuta come Sporty Spice, riacquistare la tua identità non è una passeggiata. Lo sa benissimo Melanie C, pseudonimo di Melanie Jayne Chisholm. La cantautrice britannica nasce il 12 gennaio 1974 a Whiston, nel Merseyside e, ad appena vent’anni, arriva l’occasione che cambierà per sempre la sua vita. Nel 1994, infatti, sul quotidiano inglese The Stage viene pubblicato un annuncio che mobilita la Gran Bretagna: si cercano delle ragazze talentuose ed estroverse per formare un gruppo tutto al femminile, sulla falsariga dei Take That. La concorrenza è spietata ma, alla fine, la spuntano in cinque, ovvero Melanie C, Geri Halliwell, Melanie B, Victoria Adams e Michelle Stephenson. Quest’ultima abbandona il progetto poco tempo dopo e viene sostituita da Emma Bunton; con questa formazione, nascono ufficialmente le Spice Girls. Il resto è storia.
Dall’uscita, nel 1996, della celeberrima Wannabe, la girl band si è guadagnata un posto d’onore nel firmamento delle popstar, tra numeri record e tour trionfali. Se, però, come la canzone suggerisce, « friendship never ends » , non si può dire lo stesso della collaborazione artistica del quintetto; nel maggio del 1998, infatti, Geri Halliwell si fa ufficialmente da parte, a causa di malumori interni. Nonostante l’iniziale tentativo di continuare anche senza un elemento, i risultati deludenti del loro terzo disco e il desiderio di farsi strada nel panorama musicale in autonomia, portano allo scioglimento provvisorio delle quattro, due anni dopo. Smessa la sua iconica tuta in acetato, Sporty Spice si ritrova a essere di nuovo Melanie.
Melanie C dopo le Spice Girls: la carriera solista

La carriera solista di Mel C, in verità, inizia nel 1998, quando duetta con Bryan Adams in When you’re gone. Il successo della collaborazione è un ottimo biglietto da visita per il suo album d’esordio, Northern Star, prodotto dalla Virgin Records. Desiderosa di distanziarsi dalla vecchia immagine pop, sceglie come primo singolo Goin’ Down, pezzo dal sound rock molto diverso da quello a cui i fan sono abituati. Ad esso seguono la title track Northern Star e, nel 2000, Never Be The Same Again. Il brano è il primo della cantante a raggiungere la vetta della classifica britannica. Il riscontro positivo della canzone rilancia le vendite della sua opera, e Melanie si ritrova a destreggiarsi tra la sua promozione e quella di Forever, momentaneo canto del cigno delle Spice Girls.
Quello che sembrava un momento propizio, tuttavia, si trasforma in un periodo difficile. Caduta nel tunnel della depressione e dei disturbi alimentari, si ritira dalle scene per tre anni, salvo poi tornare nel 2003 con Reason. Il disco non viene accolto calorosamente, nonostante il discreto successo del primo estratto Here It Comes Again, e Mel C si separa dalla Virgin. Fonda un’etichetta tutta sua, la Red Girl, e torna sulla cresta dell’onda con il terzo album, Beautiful Intention, trascinato dall’energica Next Best Superstar. A questo fa seguito, nel 2007, This Time. I Want Candy, cover della hit dei The Strangeloves, e la ballad The Moment You Believe fanno da apripista alla quarta fatica discografica della musicista, e anche il secondo singolo, Carolyna, s’impone nelle charts. Dopo anni complessi, la grintosa Melanie è tornata.
Il ritorno delle Spice, il teatro, il libro: tutti i volti di Mel C
Nel 2007, un altro evento segna il percorso artistico e personale dell’interprete: il ritorno delle Spice Girls. Le fantastiche cinque, infatti, si riuniscono per il loro Greatest Hits e per una tournée internazionale, che permette al pubblico di ritrovare le sue beniamine. Alla fortunata reunion seguono altri eventi, primo fra tutti le Olimpiadi di Londra, nel 2012. Durante la cerimonia di chiusura, il gruppo esegue in mondovisione Wannabe e Spice Up Your Life, mandando tutti in visibilio. Messi da parte gli antichi attriti, le ex compagne d’avventura sembrano aver ritrovato la sintonia di un tempo e, occasionalmente, collaborano con piacere. Melanie non dimentica, però, la sua attività musicale; tra il 2011 e il 2020, infatti, pubblica altri quattro dischi, The Sea, Stages, Version of Me e Melanie C, che ottengono buoni risultati.
L’impegno artistico della performer, in realtà, non si esaurisce nell’ambito musicale. Nel 2010 debutta in teatro come protagonista del musical Blood Brothers, ruolo che le vale una nomination ai Laurence Olivier Awards. Nel 2012, invece, prende parte alla prima produzione di Jesus Christ Superstar destinata alle grandi arene, nelle vesti di Maria Maddalena. Dopo la prima all’O2 Arena di Londra, lo spettacolo prosegue in tutto il Regno Unito. Una nuova rinascita, dopo tante montagne russe. La vita privata e quella pubblica di Mel C sono sempre state intersecate tra loro e, spesso, la seconda ha schiacciato la prima. Il rigido regime alimentare impostole dal suo entourage, le pressioni di stampa e manager, la dipendenza dall’alcol; l’artista ne parla apertamente nell’autobiografia Who I Am: My Story, pubblicata nel 2022. Un racconto diretto e senza filtri degli anni da superstar e, soprattutto, dell’altra faccia della medaglia. La fama dà, la fama toglie, ed è molto facile soccombere sotto il peso delle aspettative; Melanie C, però, ha saputo affrontare ogni prova con determinazione, senza mai venir meno allo storico motto della girl band più famosa di sempre: «Girl Power!»
Federica Checchia
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