Cinema

Micaela Ramazzotti, la musa di Paolo Virzì interprete delle “donne storte”

Micaela Ramazzotti compie oggi 44 anni. Dal 2008 tutti la conosciamo come musa del noto regista livornese Paolo Virzì, sodalizio che dalla collaborazione professionale si è trasformato in amore poi sugellato da un matrimonio e due bellissimi figli: Jacopo e Anna.

Donne malinconiche e incasinate, donne “storte” (come la Ramazzotti ama chiamarle) e piegate dalla vita, divise tra intima fragilità e forza esteriore: i ruoli della Ramazzotti rispecchiano il suo amore per l’introspezione e il suo carattere giovanile timido e solitario.

«Da piccola sognavo di diventare psicologa, chissà, forse sono sempre stata interessata all’animo umano. Quando vedo un clochard, o quando interpreto una madre bambina disastrosa, mi interessa ricostruire che cosa ha portato quella persona a cadere, a perdere il senno. Sento un’inclinazione a raccontare queste donne accomunate dalla solitudine. Intorno a loro non c’è quasi mai una rete anticaduta: non c’è famiglia, non ci sono amici, mariti… nessuno che tenda una mano, solo giudizi ed etichette, “quella è matta, quello è drogato”»

Le parole di Micaela Ramazzotti nell’intervista a cura di Cristina Rogledi su Oggi

Micaela Ramazzotti, l’esordio e la fuga dalla periferia

Micaela Ramazzotti nel ruolo di Anna in La prima cosa bella diretto da Paolo Virzì. Photo Credits: Pinterest
Micaela Ramazzotti nel ruolo di Anna in La prima cosa bella di Paolo Virzì. Photo Credits: Pinterest

Cresciuta nei pressi del quartiere romano di Tor Marancia, Micaela era un’adolescente ribelle che sognava di fuggire dalla periferia. All’insegna dell’emancipazione, a soli 13 anni comincia a lavorare con i fotoromanzi su Cioè: a ogni stipendio compra un regalo per sé, uno per la nonna e uno per le amiche. Dopo aver fatto la comparsa ne La via degli Angeli con Pupi Avati a soli 17 anni, sempre con lui è protagonista del film La prima volta (1999) e poi al fianco di Carlo Verdone in Zora la vampira (2000), esordio dei Manetti Bros. Seguono diverse apparizioni cinematografiche, per poi staccare da tutto per trasferirsi a Londra lavorando come cameriera. Nel 2006 è Veronica in Non prendere impegni stasera, premiata come attrice rivelazione con il Wella Cinema Donna. Poco dopo, il turning point della sua vita:

«Non volevo andarci al provino con Paolo Virzì. Arrivai con enormi occhiali neri perché avevo appena pianto e lui se ne accorse. Mi dicevo: “Ma figurati se mi prende: ha scelto donne come la Bellucci e la Ferilli, bellissime, con davanzali rinascimentali, che ci vado a fare? Manco mi vedrà”. Invece arrivai, mi fecero il provino e poi si avvicinò lui e mi diede in mano il copione: “Sonia sei tu”, disse. Mi venne un colpo, nessuno mi aveva scelta così, sulla fiducia»

Le parole di Micaela Ramazzotti nell’intervista a cura di Cristina Rogledi su Oggi

Micaela Ramazzotti, il successo al fianco del futuro marito Paolo Virzì

Proprio qui, sul set di Tutta la vita davanti (2008), nasce la relazione con Virzì, a cui l’attrice deve molto non solo in quanto regista. Se per Virzì la Ramazzotti è una musa, Micaela afferma che il marito sia per lei la “bussola”. Tra 2007 e 2008 le serie L’ultimo padrino e Crimini bianchi, il dramedy Ce n’è per tutti accanto ad Ambra Angiolini e poi il ruolo di Rossana in Questione di cuore (2009) con cui ottiene il Ciack d’Oro. Intanto Virzì lavora a un nuovo ruolo cucito su misura per lei: nei panni di Anna in La prima cosa bella (2010) vince il David di Donatello e il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista. Mentre Avati le affida il ruolo di Francesca ne Il cuore grande delle ragazze, anche Verdone scrive un ruolo per lei nella commedia Posti in piedi in Paradiso (2012) che gli vale il secondo Nastro d’Argento.

Seguono i film Anni felici (2013), Più buio di mezzanotte (2014), Il nome del figlio (2015) e la serie Un matrimonio (2014) che si accompagna al Premio Flaiano come migliore attrice televisiva. Nel 2017 veste i panni della fragile Michela in La tenerezza di Gianni Amelio ed è ancora un volta la musa del marito nel successo indiscusso de La pazza gioia. Seguono Una storia senza nome (2018), Vivere (2019), Gli anni più belli (2020), Maledetta Primavera (2020), 7 donne e un mistero (2021) e L’ombra di Caravaggio (2022). Madre accudente, Micaela Ramazzotti ha il pollice verde: le piante sono come gli affetti, necessitano cure. Non ha paura delle rughe né del giudizio degli altri:

«Ho smesso di piangermi addosso sulle mie vulnerabilità. Le ho lasciate alle spalle. Mi sento più forte e più libera. Tante volte, in passato, non mi sono voluta bene. Ora basta, sono sicura di me. È come se in un anno avessi recuperato tante cose che avevo messo sotto il tappeto»

Le parole di Micaela Ramazzotti nell’intervista sul Corriere della Sera

Ginevra Alibrio

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