Mika and the Witch’s Mountain è l’ultima opera della software house indie Chibig, già conosciuta per Summer in Mara, uscita lo scorso 22 gennaio. Parliamone insieme.
Mika and the Witch’s Mountain, un racconto delicato
Il titolo ci racconta la storia di Mika, giovane apprendista strega finalmente pronta a seguire le lezioni di stregoneria dalla grande Olagari.
L’insegnante strega non è però entusiasta di dover riprendere il suo lavoro, decide quindi di “mettere alla prova” Mika lanciandola giù dal monte su cui sorge la scuola e sfidandola a riuscire a tornare su.
Ovviamente la scopa volante della protagonista non regge l’impatto della caduta e la piccola Mika sarà quindi costretta a iniziare un lavoro da fattorina presso il paesino alle pendici della montagna per riaggiustare la sua scopa e raggiungere nuovamente la scuola della Strega Olagari.
La trama è fortemente ispirata dall’opera “Kiki Consegne a domicilio” dello Studio Ghibli, dal quale riprende delicatezza e leggerezza senza però riuscire a intrigare il videogiocatore.
I personaggi sono tanti, forse troppi, dato che molti sono caratterizzati solo superficialmente o comunque non sono abbastanza interessanti da invogliare chi gioca a scoprirne di più. Qualche volta less is more.
Peccato perché la fonte d’ispirazione è uno dei miei film Ghibli preferiti e aveva secondo me tutti i presupposti per essere una sua buona controparte videoludica.
Cozy game o solo noioso?
Come spiegato in precedenza, Mika diventa la fattorina del paese alle pendici del Monte Gaun.
Il nostro compito sarà quindi quello di salire sulla nostra scopa e aiutare gli abitanti facendo per loro delle consegne.
Al termine del nostro lavoro, oltre al pagamento, otterremo delle votazioni in base alle condizioni del pacco e a quanto tempo abbiamo impiegato nella consegna.
Tutto è molto semplice, per alcuni può risultare anche rilassante, se non fosse per il sistema di volo.
La scopa di Mika, soprattutto agli inizi quando non è ancora potenziata, è molto lenta, rendendo anche tratte di volo apparentemente brevi abbastanza tediose.
Inoltre è anche difficile recuperare l’altezza di volo, costringendoci più volte a fermarci e provare a ripartire da un punto più in alto. La sensazione che lascia al videogiocatore è più quella di un deltaplano che di un’effettiva scopa volante.
Il che non sarebbe neanche troppo il problema se non fosse che è l’unica meccanica del gioco, quindi è ovvio che risulti molto più fastidioso rispetto a quando non funziona una meccanica in mezzo ad altre dieci.
In Mika and the Witch’s Mountain infatti non c’è molto altro da fare: si consegnano pacchi, si migliora la scopa, si consegnano altri pacchi. Fine.
Forse siamo a un livello di semplicità un po’ eccessivo, che temo tenti di giustificarsi con l’etichetta di cozy game, mentre esistono tantissimi titoli di questo genere che riempiono il giocatore di attività da svolgere o che magari intrigano il giocatore con una bella storia (mi vengono in mente Stardew Valley e Spiritfarer, giusto per dirne un paio).

Mika and the Witch’s Mountain, comparto artistico
Il comparto artistico di Mika and the Witch’s Mountain forse è uno dei suoi punti di forza.
Attenzione: questo non significa che sia originale o particolare in qualche modo. Semplicemente è ben realizzato.
In particolare ho trovato molto carini gli artwork dei personaggi, ma di nuovo nulla di innovativo o particolarmente caratterizzante.
Senza dubbio il titolo è piacevole alla vista, ma la grafica 3D risulta forse un po’ vecchiotta.
A me ha ricordato la grafica di A Hat in Time, che è però un gioco del 2017 e ha quindi la sua età.
Insomma uno stile artistico che a mio parere non è né carne né pesce e su cui si sarebbero potuti concentrare meglio.

In conclusione…
Mika and the Witch’s Mountain è un titolo perfettamente nella media, sotto alcuni aspetti forse anche un pelino sotto.
Non è particolarmente originale, la meccanica principale di gameplay presenta diversi problemi e la grafica, per quanto carina, comunque non brilla.
Si tratta comunque di un’opera indie di uno studio abbastanza piccolo, mi viene quindi da pensare che abbiamo provato a fare troppo con pochi mezzi.
Nonostante tutto per alcuni potrebbe risultare un’esperienza godibile, purtroppo io l’ho trovata ripetitiva e un po’ noiosa.
MIKA AND THE WITCH’S MOUNTAIN | TESTATO SU XBOX SERIES S
VOTO: 5.5
Seguiteci anche su Google News!
Federica Giorgi





