L’ultima notizia che vede protagonista Khadga Prasad Sharma Oli, l’ex primo ministro del Nepal, è stata particolarmente sentita dai cittadini. Le autorità hanno arrestato il settantaquattrenne sabato, 28 marzo 2026, nella sua abitazione a Bhaktapur. Le accuse che hanno motivato l’arresto sono omicidio colposo e negligenza criminale, entrambe strettamente collegate alle sanguinose proteste avvenite a settembre dello scorso anno.
Perché l’ex primo ministro del Nepal, Sharma Oli, è stato arrestato?
Le proteste avvenute agli inizi di settembre del 2025 sono state particolarmente percepite, e soprattutto trainate, dai giovani. Quelle che fin da subito sono state riconosciute come le «Proteste della Gen Z» vengono identificate come sanguinose per una ragione ben precisa. Difatti, gli scontri hanno portato al ferimento di oltre 2.400 persone e all’uccisione di 77 individui. L’interruzione dei social, riconosciuto come il «detonatore di una rabbia più profonda», è sfociata in conseguenze violente. Da ricordare anche il blocco di diverse città, tra cui la stessa capitale Kathmandu, dove Parlamento e altri edifici governativi sono stati incendiati. L’accusa rivolta a Sharma Oli è da ricondurre alle proteste, poiché l’ex primo ministro non ha fatto nulla per impedire quelle morti. Sul caso, quindi, è stata aperta un’inchiesta.
A seguito delle dimissioni di Oli lo scorso 8 settembre, l’ex primo ministro è tornato in scena durante le elezioni alla guida del Partito Comunista del Nepal. Poi, colui che rappresentava la vecchia classe dirigente, è stato scalzato dalla nuova con la vittoria di Balendra Shah. L’attuale notizia dell’arresto è stata confermata dal portavoce della polizia Om Adhikari. Insieme a Oli è stato arrestato anche l’ex ministro dell’Interno, Ramesh Lekhak. Il nuovo ministro dell’Interno, Sudan Gurung, ha dichiarato sui social: «Nessuno è al di sopra della legge. Abbiamo preso sotto controllo l’ex primo ministro KP Sharma Oli e l’ex ministro dell’Interno Ramesh Lekhak». Gurung ha ribadito che non si tratta di vendetta, ma rappresenta «solo l’inizio della giustizia».
Stefania Cirillo





