Per chi si stesse chiedendo come sta procedendo l’operato di Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York in carica dal 1° gennaio 2026, potremmo rispondere positivamente. Non ha solo iniziato con il piede giusto, ma sta mantenendo parola su ciò che ha affermato nei mesi precedenti. È giunta la notizia della firma di un ordine esecutivo che istituisce il primo Mayor’s Office of LGBT+ Affairs. Il primo, per inciso, nella storia della città.
Il primo Mayor’s Office of LGBT+ Affairs sarà guidato da Taylor Brown, avvocata specializzata in diritti civili. Uno dei punti cardine della sua carriera è proprio la tutela delle persone transgender. Nello specifico sulle questioni «equità sanitaria, diritti dei detenuti, istruzione e lavoro». Ora Brown diventa procuratrice generale presso l’Ufficio del Procuratore Generale dello Stato di New York, per inciso la prima donna trans a rivestire una carica simile. Gli sviluppi di cui stiamo parlando si posizionano coerentemente tra le promesse avanzate da Mamdani. Lo stesso sindaco che ha fatto dell’inclusione una colonna portante del suo programma e, con grande entusiasmo generale, i risultati si vedono.
Mamdani istituisce il primo Mayor’s Office of LGBT+ Affairs
La nascita di un ufficio governativo simile coincide con una situazione sociale tutt’altro che promettente, specie negli Stati Uniti. Basti pensare che meno di un mese fa Trump ha fatto rimuovere la bandiera arcobaleno dallo Stonewall National Monument. Un attacco diretto e deliberato alla comunità LGBT+. Più in generale, dall’inizio del secondo mandato dell’attuale presidente statunitense i provvedimenti presi contro la comunità, in particolare verso le persone transgender, sono elevatissime. Qualsiasi passo verso la tutela dei diritti non è solo utile, ma di vitale importanza.
Taylor Brown mostra grande entusiasmo per questo nuovo capitolo di New York, affermando: «Non vedo l’ora di lavorare con tutte le agenzie per garantire la protezione della comunità LGBTQIA+ da chi vuole farle del male e non condivide i valori di New York City». L’avvocata, ricordando tutto ciò che la città è stata in grado di darle, dichiara sarà lieta di lavorare ogni giorno «per garantire che le porte di New York rimangano aperte a tutti e per portare avanti l’eredità di questa città come faro di opportunità e speranza per chi è stato ignorato, discriminato ed escluso intenzionalmente».
Stefania Cirillo





