A New York due uomini accusati di terrorismo hanno tentato di far esplodere delle bombe davanti la casa del sindaco Zohran Mamdani. L’attacco, come ammesso dai sospettati, voleva ispirarsi all’ISIS.
A New York i due ragazzi accusati di terrorismo affermano di essersi ispirati all’ISIS
I sospettati, secondo quanto riportato dalla BBC, sono Emir Balat di diciotto anni e Ibrahim Kayumi, di diciannove anni. I due ragazzi hanno cercato di far esplodere le bombe durante una protesta anti-Islam svoltasi nei pressi nei pressi di Gracie Mansion (dove risiede il sindaco). Dopo essere stati catturati hanno riferito alla polizia che il loro obiettivo era di rendere il loro attacco «ancora più grande» dell’attentato alla maratona di Boston. Nessuno dei tre esplosivi posizionati dagli individui è esploso. Jessica Tisch, il commissario di polizia di New York, ha affermato che i due sospettati hanno ammesso di essersi ispirati all’ISIS.
Come ha poi dichiarato il commissario, è stata una fortuna che «i dispositivi usati questo fine settimana non abbiano causato il tipo di danno che erano certamente in grado di provocare». Se l’esplosione degli ordigni fosse avvenuta con successo gli effetti sarebbero stati significativi. Per questa ragione la stessa Tisch evidenzia che «la fortuna non è mai una strategia. Dispositivi come questi hanno il potenziale per causare danni devastanti». Il ragazzo di diciotto anni ha espressamente detto che sperava in un risultato più impattante di quello avvenuto a Boston. Balat ha poi proseguito dicendo che in quell’occasione erano morte solo tre persone e che sperava di poter fare meglio.
Entrambi rinunciano al diritto di rimanere in silenzio dopo l’arresto
Attualmente entrambi sono detenuti fino all’udienza che si svolgerà l’8 aprile. Secondo quanto riportato dal New York Times e dall’Associated Press, l’avvocato di Balat ha dichiarato che il suo assistito è uno studente all’ultimo anno di liceo, cittadino statunitense senza precedenti e che ha «questioni complicate in corso» nella sua vita. Sarà da valutare quanto questi dettagli possano essere di valore in tribunale, tenendo conto del fatto che entrambi hanno rinunciato al diritto costituzionale di rimanere in silenzio dopo l’arresto. Balat su un pezzo di carta ha scritto di giurare fedeltà all’ISIS, chiedendo la morte dei non credenti o infedeli. Kayumi, invece, ha dichiarato di essere affiliato all’ISIS e di essersi ispirato proprio all’organizzazione terroristica per l’attacco di sabato.
Il sindaco di New York ha dichiarato che i due uomini «dovrebbero essere ritenuti pienamente responsabili delle loro azioni». Mamdani prosegue dicendo: «Continueremo a proteggere i cittadini di New York. Non tollereremo il terrorismo o la violenza nella nostra città».
Stefania Cirillo





