Oggi inizia ufficialmente il Conclave per l’elezione del nuovo pontefice che guiderà la Chiesa cattolica e i suoi fedeli, raccogliendo l’eredità di Papa Francesco. I 133 cardinali elettori, provenienti da 71 Paesi di tutti i continenti, sono arrivati a Roma e sono pronti a votare sotto le volte affrescate della Cappella Sistina, appena restaurate.

In mattinata, alle 10, si terrà la Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”, al seguito della quale i cardinali si recheranno in processione verso la Cappella Sistina dove il cardinal decano, che quest’anno è Pietro Parolin, presterà giuramento per tutti. Poi il maestro delle celebrazioni liturgiche, l’arcivescovo Diego Ravelli, pronuncerà l’extra omnes, farà uscire gli estranei e le porte della Cappella Sistina verranno sigillate, dando il via effettivo al Conclave che eleggerà il 267esimo Papa della storia della Chiesa.

La prima fumata del conclave si terrà “non prima delle 19” di mercoledì, ha riferito il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni.

Da oggi i cardinali interromperanno le comunicazioni con l’esterno: niente cellulari, non potranno leggere i giornali o guardare la televisione. Essi si sposteranno nella residenza di Santa Marta, dove fino a ora erano alloggiati, solo per i pasti e per la notte.

Il primo giorno c’è una votazione, per la quale è prevista una fumata già in serata, mentre i giorni successivi sono previsti quattro scrutini quotidiani, due al mattino e due al pomeriggio. Dopo la 33esima o 34esima votazione si passerà obbligatoriamente al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ricevuto il maggior numero di voti nell’ultima votazione. 

Perché un’elezione sia valida, da fumata bianca, un candidato dovrà aver raggiunto i voti dei due terzi degli elettori presenti e votanti. Ci sarà una fumata nera per ogni avvenuta votazione in cui non verrà raggiunto il quorum previsto e ci sarà una fumata bianca per la votazione in cui l’elezione del nuovo pontefice sarà valida e precedentemente accettata dal candidato che avrà riferito al decano anche il nome con il quale essere chiamato.

Dopo la fumata bianca, il papa neoeletto si ritira nella sacrestia della Cappella Sistina, detta anche “Stanza delle lacrime”, dove procede alla vestizione. Dopodiché il papa siede sulla cattedra della Sistina, legge un passo del Vangelo di Matteo sul magistero petrino e riceve l’omaggio dei cardinali. Poi, il cardinale protodiacono si affaccia alla loggia centrale di San Pietro e prouncia l’habemus papam, con il nome del neoeletto che apparire sulla loggia e impartisce la benedizione Urbi et Orbi.