Pallavolo

Emergenza palestre scolastiche e loro sanificazione, la ripresa delle attività in dubbio

Mentre tutte le società sono impegnate nelle varie situazioni personali, chi tra il volley mercato, chi a trovare i fondi per affrontare il campionato, chi a decidere del proprio futuro e tanti altri svariati motivi, in attesa che si torni a giocare, soprattutto sapere “come e quando”, un problema che finora è stato affrontato in modo non troppo approfondito, è la questione dell’uso delle palestre scolastiche.

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Il problema delle palestre scolastiche

Dopo che nell’ultimo periodo si è detto di tutto riguardo il mondo del volley, a cominciare dall’indicarlo tra gli sport più pericolosi per la trasmissione dei contagi, allarme poi rientrato dopo alcuni “chiarimenti” avuti tra chi ha redatto tale studio e chi ne ha sollevato le dovute perplessità, poi per le varie regole degli allenamenti fino al definitivo protocollo finale per la ripresa degli stessi, si è perso di vista uno dei problemi principali e fondamentali per l’attività, soprattutto per le società di categorie inferiori e le formazioni giovanili, vale a dire le palestre scolastiche.

La quasi totalità delle società di pallavolo e non solo, parliamo anche di basket, ginnastica, arti marziali, utilizzano per le loro attività le sopra citate palestre scolastiche, e se non si potrà derogare alle parole espresse dal Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha dichiarato che gli istituti scolastici, pur di riprendere l’anno scolastico, se in difficoltà nel reperire lo spazio necessario per gli alunni, potranno utilizzare le palestre e di conseguenza queste saranno inutilizzabili per le società sportive, significa che quest’ultime rischieranno seriamente di scomparire, vedendo compromesse le loro attività.

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Il grido di allarme degli addetti ai lavori

Questo è un problema non di poco conto, come ha dichiarato sulle pagine de “Il Mattino”, il commissario straordinario della Fipav Campania, Guido Pasciari:

Senza palestre scolastiche muore l’85% del mondo dello sport. Non è più tempo di richieste ad personam. Viviamo un momento straordinario e come tale va affrontato con un tavolo nazionale. Se non c’è un input di questo tipo non si potrà fare nulla, se non aspettare la volontà delle singole istituzioni scolastiche. L’istruzione prima di tutto, ma attenzione: se è vero come è vero che qualcuno si cala le braghe davanti al dio calcio, non dimentichiamo che se si muovono i nostri tesserati si muove una intera nazione.”

Parole che lanciano un vero e proprio grido di allarme, perché senza l’uso delle palestre, grandi o piccole che siano, che nella stragrande maggioranza dei casi trattasi di impianti di competenza dei Comuni o delle Province, il movimento della pallavolo e delle altre discipline verrebbe reciso alla radice.

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Questo naturalmente riguarderà tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori, penalizzando oltremodo tutti i giovani già avviati allo sport, ma anche e soprattutto i più piccoli che a questo si vogliono avvicinare.

Al commissario campano, ha fatto eco il collega parigrado del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Michelli, che in un’intervista al quotidiano “Il Piccolo” ha dichiarato:

A livello nazionale siamo preoccupati per la normativa emanata dal Ministero dell’Istruzione in questi giorni. Queste misure e l’ampia autonomia data a direttori e dirigenti scolastici rischiano di essere devastanti per il nostro mondo, per pallavolo e basket, che vivono e si nutrono di impianti sportivi scolastici. Noi sul nostro territorio siamo intorno all’80% delle società di volley legate a questa spada di Damocle.

A rischio anche i progetti scolastici

In questo contesto rientrano anche i vari progetti scolastici che molte società promuovono d’accordo con gli Istituti stessi, ed è di questi giorni una lettera firmata da circa 150 società di livello nazionale, direttamente alla FIPAV, quegli stessi progetti strutturati in modo da attirare tanti giovani alla pallavolo:

In un bilancio societario, il capitolo di spesa destinato al settore progetti scolastici è importante e rischia di non essere più effettuato, con grave danno per l’immagine della pallavolo sui territori. Sorge pertanto la necessità che la Federazione sostenga economicamente, attraverso progetti organizzati, tutta l’attività che la società svolge sui propri territori nel mondo scolastico, e si faccia promotrice presso gli istituti scolastici, anche attraverso progetti di condivisione con il MIUR, dei ‘programmi organizzativi nazionali’ (cosiddetti fondi PON).” Queste le parole usate dalle società firmatarie al primo punto della lettera stessa.

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La sanificazione

Oltre a ciò, si pone anche un altro tipo di problema, quello della sanificazione!!

Senza entrare nel merito che molto spesso a condividere la stessa palestra, possono esserci società che non hanno tra loro rapporti idilliaci, qualora l’uso della palestra fosse disponibile, esiste il problema della sanificazione dello spazio e dei relativi costi.

L’istituto scolastico, al termine dell’orario didattico, è tenuto a sanificare la propria palestra e lo stesso dicasi per ogni società sportiva al termine di ogni seduta di allenamento e, se non si provvede in modo autonomo, con del proprio personale, ci si deve affidare a ditte esterne, che sulla base di mercato in essere, chiedono non meno di € 1,00 a metro quadrato, il che comporterebbe un esborso quotidiano non indifferente per ogni società utilizzatrice.

Insomma, la prossima stagione agonistica, per alcune discipline indoor, non si presenta sotto i migliori auspici, ci si augura che con il passare dei giorni, vengano rese più leggere ed elastiche le regole per la ripresa degli allenamenti, altrimenti potrebbe essere compromessa l’intera prossima stagione agonistica.

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