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Natale, Panettone o Pandoro? Ecco le differenze e la loro storia

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È guerra! Nuovamente e stancamente. Il Natale ormai incombe con la sua gioiosità portando con sé luci, luminarie, addobbi, regali e leccornie da sfoggiare sulle tavole imbandite nei famigerati pranzi e cene, vere e proprie maratone mistiche, che adornano essi stessi il periodo natalizio. Dopo antipasti, primi, secondi, contorni, caffè e ammazza caffè, noi italiani attendiamo l’avvento (è proprio il caso di dirlo) della battaglia che divide, come la migliore Civil War” della Marvel, tutta la nostra Penisola: Panettone e Pandoro calamitano l’attenzione generale a colpi di zuccheri. Ma quali sono le curiosità e le differenze tra i due monarca del periodo natalizio? Scopriamo insieme gli opponenti sul ring.

Panettone o Pandoro? Ecco l’angolo rosso

Esiste una leggenda che ammanta uno dei combattenti di questa strana guerra che si svolge sotto l’albero addobbato. Il Panettone (o “Pan del Toni“) è protagonista di una bellissima fiaba che si fonde perfettamente con il periodo natalizio: sembra che Toni, garzone e servo di Ludovico il Moro di Sforza, abbia salvato il pranzo di Natale della corte sforzesca sostituendo il dolce bruciato con un pane condito, all’ultimo istante, con la frutta secca. Il dolce piacque così tanto ai nobili che venne replicato. Fu chiamato “Pan del Toni”, ovvero il Panettone odierno.

Lasciando un momento da parte il lato leggendario, sappiamo che il dolce in questione è nato a Milano e si è diffuso in tutta Italia dal XV secolo. Ancora oggi, questo dolce è molto amato da tantissimi italiani che scelgono le sue diverse consistenze per finire in bellezza pranzi e cene natalizie. Un vero e proprio evergreen nostrano.

Panettone e Pandoro a Natale

Nell’angolo blu, l’opponente è di tutto rispetto

Se l’angolo rosso è presidiato da un campione del Natale, anche il blu può fregiarsi di un abitante di tutto rispetto che, ogni anno, getta il guanto di sfida al rivale Panettone. Parliamo del famigerato Pandoro, la nemesi del dolce con i canditi e la frutta secca. La denominazione è certamente più nobile per il suo finale che, ovviamente, prende il nome dal prezioso metallo. Nell’impasto della leccornia natalizia, infatti, vengono aggiunte le uova che, grazie al tuorlo, donano il colore dell’oro al tipico dolciume natalizio.

Ma quel finale nel nome, certamente, non spiega del tutto il motivo della desinenza “altisonante”. Per capire bene di cosa stiamo parlando, dobbiamo andare nella Venezia rinascimentale. Il ducato retto dai famose Dogi della “Serenissima“. In quell’epoca di assoluto splendore e ricchezza, i dolci dei ricchi (diciamo anche dei ricchissimi) venivano ricoperti da foglie dorate. Parliamo di vero oro, naturalmente.

La sua tipica forma a stella, molto probabilmente, non è altro che il segno del retaggio del dolce Nadalin, un tipico alimento natalizio dei veronesi. Propria a Verona, infatti, il Pandoro si è affermato diventando un cavallo di battaglia della città di Romeo e Giulietta: l’incremento della produzione è iniziato nell’Ottocento grazie all’influenza viennese e da quel momento è diventato un caposaldo di tutto il Veneto.

Panettone e Pandoro a Natale
(Credit: Il Sole 24 Ore)

Natale, Panettone o Pandoro? Calorie e differenze

Giacché le primissime differenze sono quelle che balzano all’occhio, Panettone e Pandoro appaiono subito molto diversi nonostante condividano stesso periodo e identici pranzi e cene di Natale. Ovviamente, il Panettone è farcito con canditi, frutta secca e possiede una crosticina deliziosa in cima alla sua forma cilindrica. Il Pandoro, invece, conserva la sua fisionomia a stella ed è servito con una cascata di zucchero a velo. Possiede l’inconfondibile aroma alla vaniglia che lo rende davvero versatile.

E le calorie? Quale dei due è più dietetico? Mettetevi il cuore in pace: le feste natalizie sconvolgono i piani delle dieta per tutti gli italiani ed i due dolci principali di queste festività non aiutano a dimagrire. Ma sono buoni, quindi ce ne faremo tutti una ragione. O no? Una porzione di Panettone possiede 260 kcal mentre il Pandoro, colpa di zucchero e del burro, tocca le 280 kcal. Una differenza minima che, di certo, non sarà un deterrente valido per scegliere il suo avversario nell’eterna contrapposizione, tutta nostrana, tra i due dolci che tiranneggiano il Natale

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