Papa Paolo VI – Photo Credits:web

Il 26 settembre 1897, a Concesio in provincia di Brescia, nasce Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI. Poiché nato da famiglia cattolica molto impegnata sul piano politico e sociale, avvertì sin da subito la vocazione sacerdotale. Ecco perché in giovane età si trasferì a Roma nel 1920, seguendo i corsi di filosofia e di lettere entrando nella Pontificia Accademia ecclesiastica.

Nella sua vita, che precede l’elezione a Pontefice, realizzò numerosi viaggi, tanto da coltivare rapporti di amicizia e confidenza spirituale con decine di giovani, ai quali presentò il concetto di «carità intellettuale». Tale passione, verrà coltivata anche durante il suo pontificato, tanto che nel 1964 fu il primo Papa nella storia a recarsi pellegrino in Terra Santa. Inoltre fu il primo dopo secoli a uscire dall’Italia, per entrare in contatto con i rappresentanti di tutte le religioni del mondo.

L'elezione di Papa Paolo VI - Photo Credits: web
L’elezione di Papa Paolo VI – Photo Credits: web

L’elezione e il Pontificato

Successivamente alla morte di Papa Giovanni XXIII, il 21 giugno 1963, il cardinal Montini, assunse il nome di Paolo VI. Egli cercò da subito di proseguire il percorso innovativo iniziato del Papa precedente, portando a conseguimento il Concilio Vaticano II. Lo guidò con grande capacità di mediazione, mantenendo l’unità della Chiesa cattolica, in un periodo di rivolgimenti ideologici che allontanavano la realtà sociale dalla spiritualità.

Durante tutto il suo pontificato, scrisse sette encicliche fondamentali per la vita e la dottrina della Chiesa, come l’Humanae Vitae, la più importante, scritta nel 1968. Inoltre attuò importantissime riforme nella Chiesa, che voleva più conforme al Vangelo ed efficace nell’evangelizzazione, portando un «supplemento d’anima» agli uomini del nostro tempo. Ma la sua azione più importante fu celebrare la primissima Giornata mondiale della Pace nel 1° gennaio del 1968.

Papa Paolo VI in Terrasanta - Photo Credits: web
Papa Paolo VI in Terrasanta – Photo Credits: web

Papa contrastato e dimenticato

Il destino di Papa Paolo VI, però fu molto sfortunato. Furono molte le critiche e contrasti dovuti al suo pontificato, ritenuto troppo rivoluzionario ed eccessivo. Ha sempre cercato di dialogare con la modernità senza condannarla a priori, ed è proprio questo che smosse le critiche della società tradizionalista. Il cattolicesimo conservatore, infatti, lo accusò di svendere la Chiesa e di causarne la crisi.

Inoltre fu il papa che ha più inciso nella storia politica italiana. Durante il Fascismo, ad esempio, animò la “resistenza culturale” e si impegnò politicamente a contrastarlo. Probabilmente anche per questo motivo, fu il primo Papa vittima di un attentato nelle Filippine nel 1970.

Papa Paolo Vi e Papa Francesco a confronto – Photo Credits:web

Papa Paolo VI: ispirazione di Papa Francesco

I lunghi anni di pontificato furono molto duri, aspramente vissuti, segnati dall’impopolarità. Venne definito come “il Papa del dubbio“, “Papa pericoloso“, messo da parte e dimenticato. Ma è proprio sotto l’attuale pontificato che Papa Paolo VI verrà visto sotto un’altra luce. Già, perché tra gli ispiratori di Bergoglio, attuale Papa, cè sicuramente questo suo predecessore.

I due infatti, sono accomunati dall’idea di una Chiesa “samaritana”, “ancella dell’umanità”, più incline ad una visione positiva, rassicurante. Questa profonda ammirazione per Papa Paolo VI, portò proprio Papa Francesco a proclamare la beatificazione di Montini, nel 19 ottobre del 2014, e canonizzandolo lui stesso 2 anni dopo.

Federica Minicozzi

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