Diviso tra IndyCar e Formula 1. Pato O’Ward si appresta a vivere un 2024 con diverse ore di straordinario nelle sue giornate. Il pilota messicano farà parte del campionato di IndyCar guidando l’Arrow McLaren nel tentativo di detronizzare il campione uscente, Alex Palou di Chip Ganassi Racing. Contestualmente, però, la scuderia di Woking ha promosso il centroamericano a terzo pilota del team (in caso di defezione di uno tra Lando Norris e Oscar Piastri dovrà scendere lui in pista) di Formula 1. Come si sente il ragazzo con tutti questi compiti sulle spalle e quale potrebbe essere il suo futuro?

È Pato O’Ward il futuro della McLaren in Formula 1? Il pilota: “Adesso penso all’IndyCar che è casa mia…”

(Credit foto – IndyCar.com)

Ci vuole tempo per adattarsi al diverso modo di lavorare e alla diversa atmosfera in un paddock di F1, molto differente da quella della IndyCar – ha spiegato Pato O’Ward di McLaren ai microfoni di Racer – la F1 è sicuramente più orientata al business, mentre la IndyCar, in questo momento, è casa mia. Le cose stanno migliorando man mano che imparo di più e mentre mi metto in situazioni in cui non mi sono mai trovato prima, ma ci vuole tempo. Non ci si adatta da un giorno all’altro. Ho molte aspirazioni in IndyCar, ma la F1 alimenta la mia motivazione, mi piacerebbe una sfida in F1 perché so di avere le capacità che ho mostrato in IndyCar e in Formula 1. Ma non importa quanto sia divertente guidare una macchina di F1, c’è molto lavoro che ho fatto e molto altro che dovrò ancora fare per essere al livello che devo essere. Sargeant poco conosciuto perché statunitense? Non sono d’accordo sul fatto che non sia molto conosciuto, anche tutti gli altri piloti di F1 sono cresciuti in Europa, ma sono molto conosciuti anche in America. Non credo che abbia importanza dove sia stata la tua educazione. Di solito parlano di risultati“.

(Credit foto – IndyCar.com)

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