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Patrizia De Blanck e l’amore con Franco Califano: “A letto era un vulcano”

Patrizia De Blanck ha avuto una vita sentimentale movimentata, anche Franco Califano tra i suoi amori. La contessa annovera nel suo curriculum privato non solo due matrimoni ma anche una lunga lista di flirt con personaggi famosi. Sono diversi i personaggi famosi protagonisti di flirt attribuiti alla nobile romana. Tra i più celebri, l’attore Alberto Sordi, ma si è parlato anche di Alfonso di Borbone, di un noto playboy come il divo americano Warren Beatty, e persino di Walter Chiari e di Mohamed Al Fayed, il magnate egiziano padre del compagno di Lady Diana. Dal cinema all’alta società, la sua lista di conquiste comprende anche Raul Gardini, l’imprenditore morto probabilmente suicida dopo Mani Pulite, l’attore e cantante francese Yves Montand e Alexander Onassis, il figlio di Aristotele che morì in un incidente aereo a soli 24 anni.

Tra gli amori di Patrizia De Blanck ci fu Franco Califano. In un’ospitata alla Vita in diretta, la contessa rivelò come nacque la loro storia: “C’era un night club che stava vicino a Piazza del Popolo ed era di Gianni Orlando: io andavo tutte le sere, è arrivato il proprietario e mi ha presentato Califano, che però non conoscevo ancora. Siamo andati a ballare ed è scattata la scintilla: non finivamo più di ballare, persi sulla pista, sono quelle cose che ti succedono una volta ogni tanto. Quello che avevamo insieme era questa attrazione: eravamo tutti e due bellissimi, è stata una cosa molto bella

Patrizia De Blanck e l’amore con Franco Califano

Patrizia De Blanck e l’amore con Franco Califano: "A letto era un vulcano"

Patrizia De Blanck racconta di aver ritrovato in un cassetto le lettere del Califfo, ricevute nell’estate del 1973, mentre era in vacanza a Montecarlo, ospite del Grand Hotel. «In quel periodo avevo un legame tormentato col padre di mia figlia, Peppino Drommi», spiega Patrizia, allora sempre circondata da corteggiatori sgraditi a Franco, che le scrive: «Buon divertimento sulle barche dei tuoi amici str….zi » e la rassicura sulla sua fedeltà: «A Roma non c’è nessuno tranne qualche “tro…” che mi insegue come fossi d’oro, ma ti invito alla calma, io non mi concedo facilmente e poi… ho voglia di te». E in un’altra lettera il Califfo, all’alba di una Roma deserta, scrive: «Ti immagino nuda come sei abituata a dormire e non ti nascondo che vorrei essere accanto a te… È un momento bellissimo ed io te lo offro, come ti regalerei me stesso. Teneramente Franco». Le lettere del Califfo rispecchiano la sua indole complessa, in bilico tra trasgressività e sentimentalismo e sono ispirate dalla realtà. Tanto che Franco, che uscito dal carcere rimase in contatto con i compagni di cella, in una trasfigurazione poetica della galera scrive a Patrizia di considerarla una «detenuta» lontana da lui, in quanto solo tra le sue braccia può sentirsi una donna libera.

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