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Peng Shuai ora afferma: “Non ho accusato nessuno di stupro”

La tennista cinese durante un’intervista ha smentito l’accusa di violenza sessuale ai danni dell’ex vicepremier Zhang Gaoli. Era stata proprio Peng Shuai ad attribuirgli la colpa mediante la pubblicazione di un post sul suo profilo Weibo, ma rimangono dei dubbi e non si esclude che si tratti di intimidazione.

Le accuse ritrattate da Peng Shuai

La campionessa del tennis Peng Shuai era scomparsa dalla scena, destando molto preoccupazione del pubblico. Dopo vari appelli internazionali, e azioni svolte anche dal Comitato olimpico, era ricomparsa diffondendo un post sul Twitter cinese, Weibo, in cui si sfogava e accusava l’ex vicepremier Zhang Gaoli di averla abusata sessualmente.

Il commento è stato subito eliminato dai canali, ma è riuscito comunque a fare il giro del mondo e ad essere ripreso dalle maggiori testate.
 “[…] Circa tre anni fa tu, vice premier Zhang Gaoli, sei andato in pensione e hai chiesto al dottor Liu, del Tianjin Tennis Centre, di contattarmi per fissare una partita di tennis con me, al Kangming Hotel di Pechino. Dopo aver giocato a tennis la mattina, tu e tua moglie Kang Jie mi avete condotto a casa vostra. Poi tu mi hai portato in una stanza e, proprio come a Tianjin più di dieci anni fa, mi hai detto che volevi fare sesso con me. Ero molto spaventata. […] Avevamo fatto sesso una volta, sette anni prima. […]”

Questo è solo una parte di quanto era stato raccontato e poi eliminato dall’atleta.
Ora Peng ha però ritrattato quanto da lei stessa affermato, durante un’intervista rilasciata al quotidiano di Singapore  Lianhe Zaobao, durante un evento a Shanghai della Federazione internazionale di sci fondo.

Ha negato di aver mai accusato qualcuno di stupro, ed è la prima volta che parla dell’accaduto pubblicamente, a seguito della pubblicazione del post.
“Vorrei sottolineare un punto molto importante: non ho mai detto né scritto nulla che accusasse qualcuno di avermi aggredito sessualmente. Mi piace sottolineare questo punto molto chiaramente”.
Queste sono state le sue parole riportate, affermando anche di non essere assolutamente sotto sorveglianza, di essere “molto libera” e di stare bene.

Tuttavia quanto da lei dichiarato aveva allarmato tutta la comunità dello sport internazionale, e mobilitato diverse enti tra cui l‘ONU.
Nonostante la sua smentita, la questione non sembra essersi conclusa. Infatti quanto da lei dichiarato non convince la Women’s Tennis Association (WTA), che aveva già in precedenza sollecitato a dare spiegazioni su quanto accaduto.
Per protesta aveva infatti il CEO Steve Simon aveva deciso di sospendere tutti i tornei in Cina nel 2022.
Una posizione netta accampagnata da parole intransigenti: “Se i potenti possono permettersi di mettere a tacere le voci delle donne e di nascondere sotto a un tappeto le accuse di aggressione sessuale, allora le basi su cui è stata fondata la WTA, l’uguaglianza per le donne, subirebbe un’immensa battuta d’arresto“.

Sul caso c’è buona probabilità che si continui ad indagare, in quanto la questione lascia dei seri dubbi e infatti non è escluso che si possa trattare di manipolazione.

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