Cultura

Pietro Cascella: “Lo scultore prende un frammento di poesia e lo fa diventare di pietra”

Pietro Cascella, quest’anno ricorre il 101esimo anniversario della sua nascita. Scultore e pittore, nasce a Pescara il 2 febbraio 1921. Era un figlio d’arte, erede artistico del nonno Basilio e del padre Tommaso, entrambi pittori, Cascella appartiene alla terza generazione di una dinastia di artisti oggi arrivata alla quinta, con il nipote Matteo Basilè.

Del suo mestiere diceva:

“Sono le mani che realizzano le opere, è il mestiere che traduce le idee in materia, fin dalla più remota antichità, fino dalla preistoria. Le sculture urlano in silenzio e ci raccontano il tempo. Lo scultore prende un frammento di poesia e lo fa diventare di pietra”.

Pietro Cascella, una famiglia di artisti

Come è facile immaginare, essendo cresciuto in una famiglia di artisti, si interessa fin da giovanissimo all’arte. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, seguendo appunto la formazione artistica del padre Tommaso. Dopo aver praticato la pittura, a partire dai primi anni Cinquanta, si dedica alla scultura in pietra e bronzo. L’abbandono definitivo della pittura a vantaggio della scultura avviene, però, a partire dal secondo dopoguerra. Negli anni successivi  la sua ricerca artistica si rivolge alla pietra e al marmo, materiali in cui realizza la maggior parte delle sue opere monumentali. Tante le mostre e i riconoscimenti. Nel 2007 riceve anche la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica

Le sculture di Cascella sono riconoscibili per lo stile inconfondibile. Sono composte da masse pietrificate levigate, modellate con uno stile plastico e fortemente geometrico. Tante le opere realizzate da questo artista contemporaneo. La sua attività monumentale, però, sarà particolarmente prolifica, fino a poco prima della sua morte, avvenuta nel 2008. Rinnova il volto di diversi centri urbani italiani. L’elenco sarebbe interminabile dal momento che si contano più di centocinquanta opere pubbliche sparse in tutta la penisola. Particolarità però principale è il fatto che nelle sue opere monumentali si fondono il linguaggio della scultura moderna e dell’impegno sociale.

La scultura monumentale e pubblica ispirata agli antichi

Fontana di Pescia Romana_web
Fontana di Pescia Romana_web

Il primo monumento è una fontana costruita per la città di Pescia Romana nel 1960. L’opera ricorda un antico abbeveratoio per il bestiame. Le forme semplici, scelte dall’artista, anticipano lo stile che sarà adottata nelle successive sculture monumentali. La sua ispirazione è sempre l’antico. Cascella è lontano dalla visione di un’arte asservita al mercato e alle tendenze in voga. Porta avanti le sue idee con convinzione e rimane sempre fedele al suo stile.

Monumento Auschwitz_storico.beniculturali(AlebertoGrifi)
Monumento Auschwitz_storico.beniculturali(AlebertoGrifi)

Nel 1957 partecipa al Concorso per il “Monumento di Auschwitz” con un progetto elaborato dal fratello Andrea e dall’architetto Julio Lafuente. Dopo nove anni e alterne vicende l’opera monumentale, una delle più importanti dell’artista, è realizzata nel 1967 su un nuovo disegno ideato interamente da lui e dall’architetto Giorgio Simoncini. Per realizzare Il Monumento, ci sono voluti ben dieci anni di lavoro dal primo progetto. Ripensamenti, rinvii e continue revisioni, culminati poi nel cantiere per la messa in opera del monumento. Qui in un anno e mezzo di fatiche nella steppa polacca di Oswiecim, viene finalmente portato a termine. Questa è forse la sua opera più nota.

Arco della Pace a Tel Aviv_web
Arco della Pace a Tel Aviv_web

Alcune sue opere sono state “L’Arco della Pace” a Tel Aviv e “Omaggio all’Europa” a Strasburgo, entrambe realizzate nel 1971. “Il Monumento a Mazzini” a Milano del 1974. Altra sua celebre opera è “La Nave” realizzata nella sua Pescara, nel 1987. Degno di nota è anche “l’Ara del Sole”, realizzata nel 1998, sulla spiaggia sarda di Arbus. L’imponente scultura è una testimonianza chiara dell’incredibile capacità dell’artista di integrare l’opera all’interno del paesaggio.

La nave_storico.beniculturali(LorenzoCappellini)
La nave_storico.beniculturali(LorenzoCappellini)

“Certe volte vivo nelle forme, entro in esse e incomincio a viverle nel loro segreto, ne capisco il sentimento, e in questo corrispondere, anzi rispondere, io lavoro, e da loro traggo ancora oggi il nutrimento. Le pietre sono le mie parole, cerco un linguaggio di pietra per raccontare agli altri la mia parte di mondo che capisco“.

Ilaria Festa

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