Ponte sullo Stretto sì o no: cosa dicono gli esperti

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Di Giorgia Bonamoneta

Matteo Salvini ha fatto proprio il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Da un primo tentennamento, quando nel 2016 si diceva contro al ponte e alla sua costruzione, ora Salvini è il suo più grande sostenitore. È convinto, come ha recentemente affermato, che il Ponte sullo Stretto può essere “un esempio del genio italiano nel mondo“. 

Sotto diversi punti di vista è vero. Infatti il Ponte sullo Stretto è tanto discusso perché è un progetto complesso, quanto determinante per il futuro dei collegamenti tra Italia e Italia, cioè tra Italia e Sicilia. 

Non c’è fretta, dicono dall’Europa. Il progetto del Ponte sullo Stretto è complesso, ma soprattutto è importante per l’Italia e non solo. Per questo va presentato un modello del progetto che soddisfi l’Europa, che è già pronta nelle intenzioni a supportare l’Italia nella costruzione del ponte.  

Quindi il ponte è necessario all’Italia, ma cosa dicono gli esperti?

Salvini e il Ponte sullo Stretto - photo credits: MM
Salvini e il Ponte sullo Stretto – photo credits: MM

Ponte sullo Stretto sì o no: le chiavi sono ingegneria e geologia

Il Ponte sullo Stretto è un progetto complesso, lo hanno ripetuto più e più volte gli esperti chiamati a intervenire nella creazione di un modello di fattibilità. Complesso o difficile però non vuol dire impossibile. Infatti nel mondo esistono progetti anche più complessi, ma realizzati e che svolgono il loro lavoro da decenni. I molti “no” al Ponte sullo Stretto sono stati a lungo ideologici e ancora oggi c’è chi lo definisce un “progetto anacronistico”. 

Dal punto di vista ingegneristico e geologico però la costruzione del ponte non è un’assurdità. Anche se l’area è complessa dal punto di vista geologico ed è altamente sismica, ci sono delle soluzioni che rendono il progetto realizzabile. Dopotutto anche in Giappone e California, due zone ad alta intensità sismica, esistono dei ponti resistenti. 

Gli ingegneri civili sono in grado di gestire la progettazione e la costruzione del ponte anche in presenta delle criticità che nel corso del tempo sono state portate al tavolo dei lavori. 

Ponte sullo Stretto sì o no: i benefici economici e sociali

Periodicamente qualche politico si è fatto portavoce del vecchio progetto del ponte, da Rumor negli anni Settanta a Craxi nel 1985. Il Ponte sullo Stretto però non s’è mai fatto e i motivi spesso sono ideologici o economici. 

In passato il costo del Ponte sullo Stretto sarebbe stato più basso, la cifra richiesta era infatti di circa 3 o 4 miliardi di euro. Aggiungendo tutti gli altri lavori collaterali, il costo complessivo del progetto (che secondo le tempistiche annunciate dovrebbe durare 7 anni) sarebbe di 8 miliardi di euro (2011). Oggi però non si può non fare i conti senza l’inflazione e la crisi dei materiali, che fa lievitare i costi ad almeno 16 miliardi di euro

Se il costo non è poi così importante per una grande infrastruttura che si ripaga nel tempo, sicuramente più interessante è l’impatto socio-economico sulle Regioni e sul Paese. Vent’anni fa l’Università Cattolica e il Policlinico di Milano avevano dimostrato che un progetto simile non presentava nessun beneficio netto sociale e anzi si ipotizzava una perdita economica di almeno 1,39 miliardi di euro. 

A scalfire la narrazione della fattibilità c’è infatti quella del valore e dell’efficienza. Per esempio ci si può domandare se le Regioni Sicilia e Calabria siano pronte ad affrontare il drastico aumento del traffico, insomma se possiedano strutture in grado di evitare disagi nei pressi del ponte e non solo. 

Ponte sullo Stretto: le conclusioni

In conclusione si può dire che il Ponte sullo Stretto è fattibile da un punto di vista ingegneristico e geologico, ma vanno tenute in considerazione le spese di manutenzione. Nelle grandi opere italiane infatti queste spesso vengono meno ed è il governo che deve intraprendere la strada dei controlli alle infrastrutture. 

Non possiamo dimenticare gli eventi del 14 agosto 2018, quando il ponte Morandi di Genova è crollato proprio per la mancata manutenzione della struttura. Andando indietro nel tempo di eventi simili ce ne sono molti altri ed è evidente che, invece di concentrarci sull’ideologia del ponte, l’aspetto da tenere in maggiore considerazione è quello della sicurezza delle infrastrutture, esistenti o future. 

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Articolo di Giorgia Bonamoneta.