Pupo vive da tempo e apertamente la sua vita da bigamo, ha conosciuto la moglie Anna Ghinazzi da ragazzino: il matrimonio è avvenuto quando aveva solo diciannove anni. Da questa unione sono nate tre figlie: Ilaria, Carla e Valentina. Nonostante questo legame, però, Pupo non si è precluso la possibilità di vivere altre liaison.
Tra le tante è diventata molto importante quella con Patricia Abati, etichettata banalmente da molti come “amante” ma per Enzo una vera e propria seconda compagna di vita. “Mia moglie ha sofferto per Patricia ma poi la sofferenza è passata. Non ha mai pensato di abbandonarmi. Evidentemente, nel conto sentimentale, le davo, le do, qualcosa che non vuole perdere”, ha raccontato in un’intervista l’artista, che non ha mai divorziato da sua moglie. I due si sono conosciuti per motivi lavorativi, dal momento che lei è stata in passato la sua manager. I due hanno poi avviato una vera e propria relazione amorosa nell’ormai lontano 1989. Nel tempo ha poi trovato spazio all’interno della sua famiglia.
L’incontro tra Pupo e Patricia e il ruolo della moglie Anna
L’incontro con Patricia è avvenuto nel 1989, lei era sposata ma ha accettato di accompagnare Enzo Ghinazzi a un concerto. L’inizio di una passione che ha cambiato la vita di entrambi. L’Abati non ha esitato a lasciare il marito per dedicarsi esclusivamente all’artista. Sappiamo di lei che ha origini francesi ma non si conosce la sua data di nascita. Sul web c’è chi riporta il 1960, il che la renderebbe di 5 anni più giovane del suo compagno. È ancora oggi una manager di talenti.
“Sto con mia moglie Anna da oltre 50 anni e con Patricia, la mia compagna, da 36. La nostra è una prova d’amore, un sentimento che ha superato salite e tempeste. Lo sa perché? Mi hanno amato come un figlio, e ai figli si perdona tutto, andando oltre il concetto di giustizia, superando l’idea del bene e del male”, ha ammesso lui.
“Chi mi invidia, sbaglia. Questo percorso non l’ho scelto. È difficile e c’è sofferenza. È troppo facile liquidarlo così. – ha raccontato due anni fa – Sto da 50 anni con mia moglie e da 33 anni con la mia amante. Non potrei mai consigliare alle mie figlie o ad altri un rapporto pluriamoroso come il mio. Non mi pento del mio percorso sentimentale. Ho avuto a che fare con due donne speciali. La poligamia è una realtà diffusa ma la nostra cultura, educazione e religione ci impediscono di esserlo. Io ho pagato e sto pagando le conseguenze di queste mie scelte fatte alla luce del sole”.





