Musica

Ray Manzarek: oltre Morrison c’è di più

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Il 20 maggio del 2013, dopo una lunga battaglia contro il cancro, si spense Ray Manzarek, leggendario tastierista dei Doors. Sia nei live che in studio, Manzarek, utilizza un Fender Rhodes Piano Bass, al posto del tradizionale basso che segnerà il sound ed il successo della band capitanata da Jim Morrison!

Ray Manzarek and The Doors

La storia dei Doors comincia da un incontro avvenuto a Venice Beach. Ray Manzarek si è appena laureato quando si imbatte in un suo ex collega dell’università, uno studente di cinema: Jim Morrison. I due chiacchierano del più e del meno fino a quando Morrison gli rivela di aver lavorato ad alcune canzoni. Incuriosito, il tastierista lo convince a cantargli qualcosa. Jim si esibisce canticchiando le sue creazioni che diventeranno Hello, I Love You, Moonlight Drive, My Eyes Have Seen You e Summer’s Almost Gone.

Ray rimane entusiasta delle composizioni di Morrison. Nonostante sia impegnato con i Rick & the Ravens, assieme ai suoi fratelli, Manzarek mette in piedi un nuovo progetto con Jim. Sarà poi Ray stesso a trovare il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore durante una seduta di meditazione del guru Maharishi.

Siamo in California, nel 1965, e quattro ragazzi decidono di mettere su una band. Sembra una storia come tante altre… invece è l’inizio della leggenda dei Doors!

Ray Manzarek ed i successi dei Doors

“Ingegnere del suono” dei Doors, come amava definirsi, Ray Manzarek a sette anni ha la sua prima infatuazione per il pianoforte, strumento con il quale comincia ad esplorare il blues, il rock’n’roll e il boogie woogie. Di seguito una selezione di grandi brani che mettono in risalto l’estro del tastierista/bassista che suonava il basso con la mano sinistra e l’organo con la destra.

Light My Fire

Light My Fire è il brano più simbolico della versatile destrezza alle tastiere di Manzarek. Il cavallo di battaglia dei Doors è un pezzo di ben 7 minuti di funambolismi compositivi, dove l’organo di Ray è l’indiscusso protagonista ed il suo assolo è un mix tra psichedelia e jazz che sarà fonte di ispirazione per intere generazioni di musicisti.

Love Me Two Time

Un brano che dall’atmosfera seducente piena di quella drammaticità tipica della band. In questa chiave stilistica è fondamentale il perfetto equilibrio tra gli strumenti e la profonda voce di Morrison. Lui affusola le note su un canto beat, che si sposa con l’assolo di Manzarek. Si può definire senza ombra di dubbio lo specchio del puro spirito rock anni degli anni sessanta.

People Are Strange

Gran pezzo tratto dall’album Strange Days. Un brano cupo sull’alienazione e l’estraneità diventa un inno universale cantato da tutti. Le note malinconiche del piano di Manzarek evocano con molta sensibilità la dimensione di emarginazione vissuta dall’outsider. La canzone nacque per caso, all’improvviso: uno spiraglio di euforia in una giornata uggiosa di Jim.

Touch Me

Non interesserà a nessuno, ma questa è una delle mie preferite in assoluta della discografia dei Doors. Un brano sensuale e ritmato tratto da The Soft Parade e scritta dal chitarrista Robby Krieger. Ciò che colpisce l’ascoltatore è il virtuoso incastro di ottoni ed archi che, uniti al clavicembalo e all’organo di Manzarek, conducono all’assolo finale di sax di Curtis Amy. Un turbine impetuoso di strumenti uniti dallo spirito jazz che invade, volontariamente ed in maniera eccessiva, il brano. 

Hello, I Love You

Questa è una delle canzoni che Jim canticchiò a Ray sulle spiagge di Venice durante il loro primo incontro. Una canzone ritmata, uno di quei pezzi che ti entra in testa fin da subito e non ti abbandona più. Dal ritmo inconfondibile e con un riff talmente iconico da sembrare un qualcosa di già sentito. Questo perché la canzone prende ispirazione dal brano All Day And All Of Night dei Kinks, il cui frontman Ray Davies non ha fatto causa per il plagio alla band, pur ricevendone le royalities. Degna di merito è la tastiera di Manzarek che conquista tutti grazie alla sua flessibilità stilistica.

Alessandro Carugini

Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.

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