È rientrata poco fa la rivolta nel carcere di Marassi, a Genova. Qui un centinaio i detenuti della seconda sezione hanno dato via alle proteste. Genova Today riporta che il tutto sarebbe nato a causa di un presunto stupro di un giovane detenuto. Il personale amministrativo è stato messo in sicurezza, mentre gli agenti sono in tenuta antisommossa. Fuori dal carcere sono arrivati polizia e carabinieri in attesa di capire se entrare o meno. Intanto, una volta rientrata la protesta, si parla di due piani distrutti per oltre 100mila euro di danni.
Rivolta nel carcere di Marassi (Genova): due piani devastati

Attualmente il bilancio è di due agenti feriti (portati in ospedale), e due medicati sul posto. Alcuni detenuti sono saliti sui tetti e sul camminamento delle mura di cinta, scesi poi spontaneamente. Durante la rivolta agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza sono rimasti fuori sul piazzale: erano pronti a intervenire nel caso in cui la situazione fosse peggiorata.
Il sindacato Uilpa di polizia penitenziaria riferisce le motivazioni del violento gesto. “Circa duecento detenuti della seconda sezione del carcere genovese di Marassi si sono portati al piano terra e avrebbero vandalizzato i locali nell’intento di regolare i conti con altri reclusi, pare sei”. Questi ultimi infatti “avrebbero violentato sessualmente un altro ristretto, per il quale ieri sera sarebbe stato necessario l’accompagnamento presso l’ospedale cittadino per le cure del caso”. Lo ha spiegato Gennarino De Fazio, segretario generale Uilpa. Inoltre, il vicesegretario regionale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) Francesco Migliorelli racconta che “Non ci sono state evasioni né atti ostili contro il personale di polizia penitenziaria ma un violento regolamento di conti tra detenuti dopo che ieri un giovane ristretto era stato al centro di violenze da parte di altri detenuti”.
Marianna Soru
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