Cinema

Roger Moore, l’infinita classe del secondo James Bond che conquistò il mondo

Oggi ricorre l’anniversario della nascita dell’affascinante divo inglese Roger Moore. L’attore, amatissimo per la sua interpretazione di 007,ha messo la sua fama a servizio della causa ambientalista e dei diritti dei bambini, ricoprendo per 25 anni la carica di ambasciatore dell’UNICEF.

Da semplice comparsa sui palcoscenici del West End, passando per i lavori televisivi, il filantropo hollywoodiano ha conquistato il pubblico statunitense e mondiale con i suoi ruoli in film che sono pietre miliari della cultura popolare.

Roger Moore e il suo esordio televisivo

Tornato alla vita d’attore dopo la drammatica parentesi bellica, Moore si conquista le prime attenzioni del pubblico nella serie televisiva “Ivanhoe“(1958). Qui l’attore è Sir Wilfred, mentre nella serie western “Maverick” (1957-1962) guadagna una certa notorietà nei panni di Beauregarde Maverick.

Tuttavia, la serie che lo lancerà definitivamente è “Il Santo“(1962-1967). Moore interpreta Simon Templar, un criminale gentiluomo che usa metodi poco convenzionali per aggirare la legge a danno, però, di criminali peggiori di lui. A seguire, dal ’71 al ’72 sarà Brett Sinclaire accanto a Tony Curtis nell’unica stagione di “Attenti a quei due”.

Il fascino di Bond

Dopo il grande vuoto lasciato da Sean Connery, Roger Moore riesce a raccogliere l’eredità dell’agente segreto più charmant del panorama cinematografico e conquista il mondo con la terza (la seconda è quella di George Lazenby) interpretazione di James Bond.

Sarà il protagonista di ben 7 pellicole, aprendo nel 1973 con “Vivi e lascia morire” e chiudendo il ciclo nel 1985 con “Bersaglio mobile“. Ancora oggi, nonostante i successivi ruoli ricoperti dall’attore, Moore è ricordato come il maggiore interprete dell’agente segreto britannico, accanto a Sean Connery.

Debora Troiani

Seguici su : FacebookInstagramMetròLa Rivista Metropolitan Magazine

Adv
Adv

Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.
Back to top button