Compie oggi gli anni Samuel Romano, cantante e chitarrista dei Subsonica. Nato a Torino il 7 marzo del 1972, lo celebriamo ripercorrendo la sua carriera attraverso i suoi album senza la band di cui è leader carismatico e frontman. Andiamo a scoprire le diverse anime musicali di Samuel Romano. O semplicemente Samuel, come lo conoscono tutti.
I Subsonica

Non possiamo non dedicare un piccolo spazio ai Subsonica. Il gruppo è nato nel 1996 dall’unione di alcuni musicisti già attivi sulla scena alternativa di Torino. Samuel è il cantante e compone i pezzi insieme ai cofondatori Max Casacci e Boosta. La band ha all’attivo nove album in studio. Il disco d’esordio è Subsonica, del 1997. Poi arriva il capolavoro Microchip emozionale, nel 1999. Questo lavoro è il manifesto della carriera del gruppo. Nel 2002 arriva Amorematico: tra le canzoni più famose ci sono Nuova ossessione, Nuvole rapide e Dentro i miei vuoti. Il quarto album è Terrestre. La grossa novità è che si tratta del primo lavoro con una major, la Emi. Siamo nel 2005 e due anni dopo esce L’eclissi. Dopo sei anni di silenzio, nel 2011, pubblicano Eden. Nella versione repackaging dell’album c’è la cover di Up Patriots to Arms di, ma soprattutto con, Franco Battiato. Il settimo album in studio è Una nave in una foresta, del 2014. L’album successivo esce nel 2018 e s’intitola semplicemente 8. Il nono album dei Subsonica, il più sperimentale, è uscito nel 2020 e si chiama Mentale strumentale: registrato nel 2004, è stato pubblicato durante il lockdown. 10 brani che descrivono, simbolicamente, un viaggio di esplorazione nello Spazio.
Samuel ed I Motel Connection
Samuel Romano ha legato il suo nome, ed il suo volto, ai Subsonica. Ma la sua poliedricità lo ha spinto oltre la comfort zone della sua band torinese. Dal 2000 porta avanti un progetto musicale parallelo insieme a Pisti (dj house) e Pierfunk (ex-bassista dei Subsonica): i Motel Connection. Il primo lavoro del trio è la colonna sonora del film del 2001 Santa Maradona. Questo è il lungometraggio di esordio di Marco Ponti e ne fanno parte alcuni dei loro brani diventati più celebri. L’anno successivo esce l’album Give Me a Good Reason to Wake up. Questo lavoro contiene due nuovi brani, The Dog e H, e otto remix delle tracce della colonna sonora di Santa Maradona. Nel 2004 pubblicano A/R Andata + Ritorno, altro album che è in realtà la colonna sonora dell’omonimo film di Ponti. Infatti il primo cd contiene canzoni del gruppo, tra cui Queen Of Sugar, mentre il secondo disco contiene brani di diversi artisti torinesi. Il quarto album dei Motel Connection è Do I Have a Life?, pubblicato nel 2006: contiene nove inediti e tre remix di brani tratti dal precedente lavoro. L’album successivo si intitola H.E.R.O.I.N. ed è pubblicato nel 2010. L’ultimo album del gruppo è Vivace, e risale al 2013. Nello stesso anno, i Motel Connection aprono i concerti di Milano e Roma dei Depeche Mode.
Samuel Romano: Il codice della bellezza
Samuel, oltre a tantissime collaborazioni con vari artisti, ha all’attivo anche due album da solista. Il primo è Il codice della bellezza, pubblicato nel 2017. Questo lavoro è un’inaspettata gemma pop con inserti di elettronica che fa emergere canzoni che non sentivamo da anni nei lavori dei Subsonica. Il viaggio in solitaria del cantante della band torinese ha fatto germogliare la creatività e l’ispirazione, consegnando alle stampe un disco che parla quasi sempre d’amore in modo intelligente e senza leziosità.
La proposta di Samuel viene espressa con la giusta dose di anima, e la produzione di Michele Canova ha aumentato la capacità espressiva del cantante, fondendo alla perfezione suoni elettronici e il calore della voce. Il disco nasce embrionalmente a New York nel maggio 2016, in studio con Jovanotti e lo stesso Canova.
Il disco risente dell’influenza di Jovanotti, ma non pesa, anzi valorizza la voce e la capacità compositiva di Samuel Romano che, oltre a cantare in modo ispirato, scrive testi che analizzano le molte facce dell’amore in modo propositivo e attivo. Il codice della bellezza prende il meglio da quello che ci può capitare ogni giorno, da ogni immagine e discorso, dalle situazioni che viviamo con i nostri amori o presunti tali.
Il secondo lavoro solista di Samuel: Brigata bianca
Il secondo album da solista di Samuel è Brigata bianca, del 2021. Un disco tanto riuscito e interessante quanto inattuale come Mentale Strumentale con i Subsonica. Un album decisamente complesso, che parla di ricordi, pensieri e suggestioni personali e soggettive. È un disco pop che non vuole gettare uno sguardo oltre la propria spalla, per buttare lì quelle considerazioni spicciole e facilmente condivisibili.
Il mood è settato dalla spensieratezza più danzereccia, segnale di una nostalgia autoreferenziale per un passato fatto di serate nei club più variegati.
Nel disco ci sono anche ottime contaminazioni di stampo più black fatto bene. Del resto già alcuni brani degli ultimi Subsonica contenevano un tempo funk. Sullo stesso asse tutto torinese qui abbiamo una collaborazione con Willie Peyote che torna a fare un rap convincente su un beat hip hop molto classico, con il nostro Samuel relegato a cantare un ritornello un po’ ‘morto’, che sembra scivolare via tra le note.
Insomma, in Brigata Bianca la costante è l’incostanza e la capacità di svariare tra un genere ed un altro cercando di sentirsi sempre a proprio agio, ma con alterne fortune.
Alessandro Carugini
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