Arte e Intrattenimento

San Giuseppe Cafasso, moriva oggi il “Prete della forca”

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Ricorre oggi, 23 giugno la morte di San Giuseppe Cafasso. Il sacerdote che accompagnava al patibolo i condannati a morte. Lui, un sacerdote santo che ha formato altri sacerdoti santi.

San Giuseppe Cafasso, il sacerdote dellle carceri

Il 23 giugno 1860 moriva Giuseppe Cafasso, sacerdote che ha dedicato la sua missione sacramentale nell’accompagnare i carcerati al patibolo. Sarà nella figura del sacerdote Cafasso che infatti prenderanno forma le radici della Torino dei santi sociali maturata in un contesto socio-economico difficile segnato da moti risorgimentali e da élite liberali spesso anticristiane. Gracile e minuto, “era quasi tutto nella voce”- così lo ricorderà più tardi Don Bosco, suo discepolo. Uomo di grande spirito, prende i voti il 21 settembre 1833 nella chiesa dell’Arcivescovado di Torino. Risalirà all’anno successivo l’incontro con don Luigi Guala insieme al quale fonderà il Convitto ecclesiastico di San Francesco d’Assisi dove formerà numerosi altri sacerdoti e religiosi.

Uomo di sintesi contrastava il rigorismo giansenista cercando di fare di ogni futuro sacerdote un uomo di Dio devoto e mosso dalla pietà, dalla carità e della benevolenza. “Bisogna essere santo per poter santificare” – affermava San Giuseppe Cafasso. Il santo sacerdote oltre alla formazione ecclesiastica, si occuperà con estrema dedizione alla conversione dei peccatori tanto da essere un frequentatore assiduo delle carceri. “Erano lenti e tormentati pentimenti, altre volte, invece, si trattava di conversioni immediate, che avvenivano anche a pochi istanti prima dell’impiccagione” – così scrive la storica Cristiana Saccardi. “Il prete della forca”- così verrà ricordato San Giuseppe Cafasso, uomo di grande misericordia e fede. Oggi, in quello che comunemente è ricordato come il Rondò della Forca (Torino) si erige un monumento in suo ricordo.

Annagrazia Marchionni

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