Arte e Intrattenimento

Santa Maria della Neve, il culto del “miracolo” d’Agosto

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Santa Maria della Neve, è solo una delle denominazioni della Beata Vergine Maria che è stata invocata in tutti i secoli cristiani, con tante denominazioni legate alle sue virtù, al suo ruolo di corredentrice del genere umano e come Madre di Gesù. Alle sue innumerevoli apparizioni e per i presunti prodigi che si sono avverati con le sue immagini è da sempre uno dei culti locali più importanti in tante comunità. Oggi però, 5 Agosto, si celebra appunto Santa Maria della Neve. una delle tante differenziazioni del culto della Madonna. Vediamo insieme la sua storia.

La leggenda dietro il culto

La festa della Beata Vergine della Neve è una delle più celebri, soprattutto in Italia, dove numerosi sono i Santuari dedicati. La festa ricorda il cosiddetto miracolo della Madonna della Neve. Secondo la tradizione, nella notte del 4 agosto del 352 d.C., il ricco patrizio Giovanni e sua moglie, fecero entrambi lo stesso sogno. La Vergine chiedeva loro di far costruire una basilica nel luogo in cui l’indomani avrebbero trovato della neve fresca.

La mattina successiva i due coniugi corsero subito da papa Liberio per raccontargli il sogno, scoprendo che anche lui aveva avuto la stessa visione. Secondo la leggenda, proprio sull’Esquilino, trovarono infatti, come indicato dalla Madonna e nonostante il caldo afoso di Agosto, un’area coperta da un abbondante strato di neve. Il papa fece subito tracciare nella neve il perimetro della basilica, mentre Giovanni e la moglie finanziarono prontamente la costruzione dell’edificio.

Proprio il 5 agosto, viene celebrata quindi a Roma, prima fra tutte ma non solo. Il culto sulla Madonna della Neve andò comunque sempre più confermandosi, a livello popolare. Tra il XV e il XVIII secolo si registrò la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve e d tanti riti che riguardano anche oggi, soprattutto sotto il profilo folklorico, interi paesi e quartieri di città.

Santa Maria della Neve come soggetto artistico

Masolino da Panicale, Miracolo della Madonna della Neve
Masolino da Panicale, Miracolo della Madonna della Neve

La Madonna della Neve è naturalmente oggetto di intense suggestioni artistiche, come per la maggior parte delle storie e leggende legate al culto dei Santi e della sfera religiosa in generale. Una di quelle più celebri è forse l’opera di Masolino da Panicale, dedicata a questo miracolo. Il pannello mostra l’evento miracoloso legato alla fondazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

La datazione della pala, già destinata all’altare maggiore della basilica di Santa Maria Maggiore è molto controversa. L’ipotesi più accreditata è quella che si tratti di un’opera dipinta direttamente a Roma da Masolino quindi databile ai primi mesi del 1428. Attorno a Papa Liberio si dispone una folla numerosa, affiancata da alcuni edifici scorciati in prospettiva. Anche le nuvolette in alto sembrano voler ricreare una semplicistica fuga prospettiva, mentre più in alto, nella lunetta, si trovano entro un medaglione Gesù e la Vergine che osservano il miracolo appena compiuto.

Sassetta, pala della Madonna della Neve
Sassetta, pala della Madonna della Neve

Un’altra rappresentazione di questo culto degna di nota è la Pala d’altare di Sassetta. Commissionato da Ludovica Bertini, una ricca vedova senese, questa tavola fu realizzata nel 1432 dal Sassetta, uno dei più noti pittori senesi del Quattrocento. Il dipinto, passato alla storia con il nome di “Madonna della Neve”, raffigura la Vergine che siede in trono col Bambino ed è incoronata da due angeli. Dietro al gruppo divino ci sono altri due angeli, uno dei quali regge un vassoio pieno di neve. Ai lati stanno in piedi i santi Pietro e Paolo e, inginocchiati, San Giovanni Battista e San Francesco. Viene quindi narrata la vicenda del miracolo della Madonna della Neve, connessa con la fondazione della basilica.

Secondo la tradizione il perimetro originario della chiesa romana sarebbe stato tracciato sulla neve da Papa Liberio, dopo la straordinaria nevicata dell’agosto del 352. Questa grande pala, destinata alla Cappella di San Bonifacio nel Duomo di Siena, è un esempio tra i più significativi dell’arte del Rinascimento senese.

Ilaria Festa

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