Scandalo “Ares Gate”: esce allo scoperto grazie al Grande Fratello, grazie ad Massimiliano Morra e Adua Del Vesco hanno rivelato di essere stati succubi di un’agenzia simile a una setta: gli assistiti vivevano insieme in una villa “dove intorno non c’era nulla” (sarebbe una casa a due piani a Zagarolo), erano allontanati dai propri affetti, non potevano socializzare, accettavano il cambio del nome e dell’età e li tenevano in uno stato di sudditanza psicologica così forte che molti di loro hanno pensato al suicidio.

Oggi Adua ha parlato di “istigazione al suicidio” in riferimento alla morte di Teodosio Losito, sceneggiatore e compagno di Alberto Tarallo, proprietario di un’agenzia e dell’Ares produzioni cinematografiche, fallita un anno fa, a cui si devono fiction quali “L’Onore e il Rispetto” e “Il Bello delle donne”.

In serata, dopo un confessionale, ha detto a Massimiliano: “Quello che abbiamo vissuto tutti è una cosa molto seria. Capisci? Io ho paura, lottare da sola non ce la faccio. Ho paura di non avere l’appoggio delle persone. Sono stata un sacco là dentro. Io ho detto che certe cose non le posso dire, è gravissimo, ma gli ho detto che non avevamo libertà, che eravamo in una gabbia d’oro. Io mi assumo le responsabilità di quello che dico. Però non voglio fare nomi l’ho detto”. Più timoroso Morra: “E’ il nostro passato, sappiamo cosa abbiamo subito, ma non dobbiamo andare oltre… capito?”.

Scandalo Ares Gate esce allo scoperto grazie al Grande Fratello

Lo scandalo prende il nome da una casa di produzione che ha lavorato per molto tempo con Mediaset. Piano piano stanno emergendo altre verità riguardanti questa “setta” anche al di fuori della casa. Sono molti i Vip che hanno qualcosa a che fare con questa situazione o che hanno qualcosa da dire su questo “Ares Gate”.

Dalle parole di Adua Del Vesco al Grande Fratello Vip si può capire, indirettamente, che il misterioso Lucifero sia Alberto Tarallo, sceneggiatore e produttore. Quest’ultimo compagno di vita e collega di lavoro di Teodosio Losito, anche lui sceneggiatore, morto suicida a gennaio 2019. Nelle parole di Adua, si può percepire quanto fosse incredibile la situazione che stavano vivendo quel momento della loro vita e che figura “cattiva” poteva essere quell’uomo che si fa chiamare Lucifero. “Niente può valere tutti gli anni che ho perso accanto alla mia famiglia e al mio fidanzato, col quale non sono potuta stare per suo volere. Quei momenti non me li darà più indietro nessuno (…) Io a un certo punto non volevo più vivere. Non ce la facevo più“.

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