Scappa-Get Out” verrà trasmesso stasera su Italia 1 alle 21:20. Perché recuperare l’ansiogeno ma anche ironico esordio horror di Jordan Peele?

Se penso a un film come “Scappa-Get Out“, mi rendo conto che la politica fa davvero venire i brividi oggigiorno. Lo sapete voi come lo so io grazie ai media.

La questione legata alle discriminazioni razziali rimane un sempreverde al riguardo e in particolare da quando Donald Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti.

Hollywood ha chiarito più volte la sua posizione al riguardo. Dal film che narra la storia d’amore degli Obama a racconti di emancipazione femminile e non solo.

La lista prosegue e ci sono poi titoli particolari come questo “Get Out”.

Daniel Kaluuya
Daniel Kaluuya. PhotoCredit: Web

Prodotto dalla Blumhouse Productions (compagnia specializzata in “pellicole” horror che ci ha regalato film quali la serie di “The Purge” e “Split” di Shyamalan), l’esordio alla regia del comico Jordan Peele è alquanto curioso.

Non tanto per quello che vuole raccontare (la satira sul liberalismo americano e sul fenomeno del “trumpismo”) ma per il Come ce lo mostra.

Get Out
Get Out. PhotoCredit: Web

Sfruttando un registro grottesco da cinema horror (Peele ha citato come modello principale “La notte dei morti viventi” di Romero), “Get Out” unisce l’orrore con un umorismo perfido e diventa così un prodotto piacevole anche se un po’ anomalo.

Get Out
Get Out. PhotoCredit: Web

L’Horror è uno dei generi cinematografici più difficili d’apprezzare poiché possiede quegli archetipi e cliché che, personalmente, non apprezzo vedere ripetuti infinite volte.

Il film di Peele ne possiede qualcuno ma, ciò nonostante, il film di Peele punta molto sull’estremo e sfrutta poco per dire molto (pochi attori e location ridotte al minimo).

Non rinunciando a una sottile ironia che offre diversi momenti davvero gustosi e che non stonano con il lato più lugubre della vicenda.

Get Out
Get Out. PhotoCredit: Web

Non parliamo di uno humor “da cartone animato” alla Sam Raimi o surreale (stile “Quella Casa nel Bosco”) ma più graffiante poiché indirizzato verso l’attualità.

Get Out” è un ottimo esempio di esordio cinematografico riuscito: imperfetto lo è di sicuro ma quantomeno è convinto delle sue scelte e la voglia di raccontare una storia ce l’ha. Scusatemi se non è poco.

Daniel Kaluuya
Daniel Kaluuya. PhotoCredit: Web

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