Almeno dodici persone hanno perso la vita nel corso di una sparatoria, avvenuta martedì sera, all’interno dell’insediamento informale di Cleveland, a est di Johannesburg, in Sudafrica. Le motivazioni dietro l’attacco non sono ancora note, e non si conosce l’identità degli uomini che hanno aperto il fuoco. «Si presume che più di dieci sospetti siano stati lasciati a bordo di una Toyota Quantum bianca vicino a una stazione di servizio a Cleveland», ha dichiarato la polizia in un comunicato. «I sospettati sarebbero entrati nell’insediamento informale da entrambi gli ingressi e si sarebbero mossi nella zona, aprendo il fuoco contro residenti e membri della comunità in diversi punti prima di fuggire a bordo dello stesso veicolo».

Le autorità hanno riferito che otto uomini e tre donne sono morti sul posto, mentre un altro uomo è deceduto in ospedale, a causa delle ferite riportate. I soccorritori hanno trasportato almeno altre nove persone in diverse strutture ospedaliere per dei trattamenti medici d’urgenza. Secondo le prime ricostruzioni, oltre dieci persone sarebbero entrate con un minibus dentro l’insediamento, fermandosi vicino a un distributore di benzina. Da lì avrebbero iniziato a sparare in più direzioni contro gli abitanti del quartiere, per poi scappare sempre con lo stesso mezzo.

Dietro la sparatoria a Johannesburg ci sarebbe l’estrazione mineraria illegale

Durante una visita sul luogo dell’attentato, il commissario di polizia provinciale, il tenente generale Tommy Mthombeni, ha dichiarato che gli investigatori non possono ancora escludere un collegamento con l’estrazione mineraria illegale. «Come sapete, quest’area è adiacente alla zona di estrazione illegale. Abbiamo questi sospetti», ha dichiarato ai giornalist. Ha poi definito l’attacco «spietato» e «barbaro».

L’estrazione mineraria illegale è un’attività illecita e informale; alcuni gruppi criminali puntano le miniere d’oro abbandonate e vendono al mercato nero il materiale estratto. Si tratta di un commercio piuttosto violento: all’inizio del 2026, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa si è visto costretto a schierare l’esercito in alcune comunità, nel tentativo di smantellare le bande. Gli insediamenti sono dei quartieri costruiti in maniera spontanea nelle zone periferiche delle città, nei quali non vige alcuna regolamentazione. Ad abitarli, perlopiù, sono persone straniere, e sono spesso teatro di sparatorie e lotte tra gang.

In Sudafrica, episodi di questo tipo sono abbastanza frequenti: risalgono a dicembre due attacchi armati, uno in un locale nei pressi di Pretoria, costato la vita a undici persone, e un altro contro un bar, vicino a Johannesburg, dove erano morte nove persone. Nel Paese, le leggi sul possesso di armi sono molto restrittive, ma la maggior parte degli omicidi viene compiuto con dispositivi acquistati irregolarmente. In base alle stime dell’organizzazione Gun Free South Africa, dal 1° gennaio 2020 al 29 marzo 2025 colpi d’arma da fuoco hanno ucciso in media trentatré persone al giorno.

Federica Checchia