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Spose bambine, diritti umani violati anche in Italia

Oggi 10 dicembre, in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, in Senato si porta l’indagine “Spose Bambine: Indagine sui matrimoni minorili in Italia“. Si tratta di un fenomeno molto diffuso anche nel nostro paese, non solo tra le comunità straniere. Secondo l’Unicef, la pandemia ha aggravato maggiormente il problema. Risulta necessaria una legislazione specifica.

Il fenomeno delle spose bambine c’è anche in Italia

Oggi più che mai, in onore della Giornata mondiale dei diritti umani, è importante ricordare quanto diffuso sia il fenomeno delle spose bambine. Innanzitutto bisogna fare un’importante precisazione e distinzione per poter comprendere appieno questo fenomeno: tra matrimoni combinati e matrimoni forzati. Nel primo caso si tratta di unioni in cui il partner non viene scelto dalle famiglie; nel secondo, invece, una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti che siano, vengono fatte sposare contro la propria volontà (spesso anche con la forza).

Capiamo quindi che, quando parliamo del fenomeno delle spose bambine, è al secondo tipo di matrimonio che ci stiamo riferendo. In alcuni paesi, infatti, è ancora consuetudine sposare delle ragazze minorenni a partire dai loro 12 anni per ragioni culturali o economiche. I mariti, spesso, hanno molti più anni di loro.

Sembra un fenomeno così lontano dal nostro paese, qualcosa che non potrebbe mai toccarci perchè appartenenti a quei paesi “sottosviluppati“, come noi stessi li chiamiamo, o ai paesi del terzo mondo. Ma è proprio qui che sta l’errore. Il fenomeno delle spose bambina è presenta anche in Italia con dei numeri piuttosto alti.

Proprio oggi, in Senato le due associazioni per i diritti umani, Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e The Circle Italia Onlus, hanno voluto portare sotto gli occhi della politica un problema presente anche in Italia. Purtroppo nel nostro paese i dati sono molto pochi. Quando avvengono delle unioni forzate spesso non vengono registrate e se celebrate in altri paesi non vengono comunicate alle autorità. Sappiamo però che ad oggi il 41% delle spose bambine vittime di matrimonio forzato hanno cittadinanza italiana; il 59%, invece, è straniero.

Le indagini delle associazioni: numeri spaventosi

Nell’indagine presentata da Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG) e The Circle Italia Onlus emergono i pochi dati che ad ora abbiamo sulla situazione italiana. Troviamo riportato «è una ricerca dell’Associazione 21 luglio condotta nelle baraccopoli di Roma, da cui risulta che la prevalenza dei matrimoni precoci nelle comunità Rom residenti arriva al 77%. Come riferimento, il Paese in cui si praticano più matrimoni forzati nel mondo è il Niger, con una prevalenza media del 76%, secondo dati pubblicati dalla rete Girls Not Brides.».

Nella ricerca viene inoltre evidenziato che le spose bambine sono 12 milioni ogni anno. Non bisogna nemmeno andare molto indietro nel tempo per ricordata della bambina parawana venduta come sposa in Afghanistan e salvata da una ONG americana.

«È necessaria una legislazione specifica», evidenziano le associazioni Non c’è Pace Senza Giustizia e The Circle Italia Onlus. «Agire su più fronti per prevenire e contrastare questa grave violazione dei diritti umani dei minori e  assistere le vittime»

Cristina Caputo

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