Star Wars: in difesa di Jar Jar Binks

Forse è, assieme agli Ewok, uno dei personaggi più odiati della saga; ma Jar Jar Binks non ha ancora detto tutto e qui vorremmo spezzare una lancia in suo favore.

Lo so. L’ultima cosa di cui volete leggere è Jar Jar Binks.

Ma non sono qui per parlare di quanto sia odiato come personaggio, nè dell’atroce doppiaggio che l’ha messo in una posizione ancor più infelice. Quel che mi prospetto di fare e darvi gli strumenti per elaborare una nuova analisi del personaggio. Soprattutto, cercare di capirlo a pieno. Poi, vedrete voi se la vostra idea non s’è mutata.

Jar Jar Binks e le occasioni sprecate:

Il fatto è che Jar Jar avrebbe potuto davvero essere un personaggio piacevole. Un personaggio fantastico: pacifista, ribelle, che guida un popolo verso la rivolta. Che figo suona così, non credete? E invece.

Oppure avrebbe potuto, totalmente e senza strani mischioni, essere un semplice intermezzo comico. Cosa che in realtà ha funzionato, ed è infatti la non-congruenza tra storia e ruolo del personaggio a farcelo odiare. Ora mi spiego meglio.

George Lucas voleva un intermezzo comico. Si tratta di un siparietto umoristico che si inserisce per diluire la trama e rendere fruibile un grande concetto o una forte sensazione. Si basa su elementi che servono a equilibrare i toni della trama, a dare “respiro”. Sono molto usati in tutti i film, e direi che in una Space Opera ha perfettamente perfetto ed è più che accettabile.
Per la storia che voleva raccontare, Lucas aveva però anche bisogno di una feroce razza guerriera di Naboo. Anche questo è perfettamente accettabile.

Jar Jar Binks – fonte: google

Il problema sta nel fatto che entrambi i ruoli si svolgono attraverso lo stesso “contenitore“, ovvero Jar Jar Binks. Il tutto inserito nella cornice della razza “guerriera” dei Gungan, creando un’accozzaglia altrettanto straniante. Perchè poi anche gli stessi Gungan si inseriscono in una storia piuttosto seria, di rivolta guerra e ideali; ma il tutto cozza con il loro ruolo comico. Questo è un caso in cui la mescolanza di opposti ha generato solo confusione.

Un guerriero pacifista incompreso:

Jar Jar appare per la prima volta nella saga di Star Wars nel capitolo del 1999: La minaccia fantasma. Generato in computer-grafica, è doppiato dall’attore Ahmed Best, che lo ha anche interpretato in costume per alcune scene come punto di riferimento per gli altri attori.

Di tutte le apparizioni questa è quella in cui si evince maggiormente del pesonaggio: infatti qui è uno dei protagonisti. Ci troviamo nel mezzo del il Blocco di Naboo.
I due cavalieri Jedi Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi arrivarono sul pianeta. Ma non approdano alla capitale degli umani di Naboo: finiscono invece nelle paludi. Da qui, con un ottimo espediente (l’imprevisto) Qui-Gon salva accidentalmente la vita di Jar Jar Binks. Il personaggio ci viene presentato e ha già in sè il ruolo narrativo: il guerriero Gungan dal curioso accento gli deve la vita, debito che gli impone di stare al suo fianco fino alla morte.

Jar Jar Binks, un eroe di guerra:

Jar Jar quindi agisce qui come guida per i due Jedi, accompagnandoli (assieme alla splendida Regina Padmé) nella fuga verso Tatooine. Qui Jar Jar Binks gioca un ruolo fondamentale, sia per lo sviluppo narrativo che durante la battaglia di Naboo.
Durante la battaglia Jar Jar mostra lati che, se non gli avessero anche appioppato la responsabilità di fare da intermezzo comico, ci avrebbe ispirato come farebbe un grande rivoluzionario. Durante la battaglia infatti Jar Jar lancia accidentalmente molte sfere di energia verso un gruppo consistente di droidi da battaglia nemici. L’attacco è decisivo e riduce di molto l’esercito della Federazione dei Mercanti. Perciò non solo, per onorare il suo debito (caratteristica che ci fa capire di aver di fronte un personaggio leale, e profondamente buono) il Gungan mette il suo esercito a disposizione della causa, ma anche la sua vita. Non ultimo, sebbene per puro caso, è lui a sferrare l’attacco decisivo, che influenzerà le relative mosse della geopolitica della saga di Star Wars.

Dopo la spettacolare battaglia, Jar Jar ricevette la carica di Generale.

Cambiare opinione su Jar Jar Binks:

Abbiamo visto tutti come non sia possibile dare ad un personaggio una storia da eroe e guerriero, ma contemporaneamente trasformarlo in una macchietta per intermezzi comici. Forse è anche la soluzione di Lucas a non essere stata funzionale (la scelta di una parlata simile e una goffagine che ricorda la caricatura di Pippo in chiave sci-fi non sono molto efficaci) ma dobbiamo anche saper guardare oltre le prime impressioni. Imparare a contestualizzare un personaggio gli da senso nella trama e arricchisce comunque la narrazione.

Mentre la Repubblica ci viene presentata come un ordine “perfetto” ed egalitario dove però abbiamo ancora residui di feudalesimo (principesse, cavalieri… Ma che repubblica è? Che democrazia è?) e a tratti il benpensantismo tirannico degli USA, Jar Jar non è in questo bipolarismo. Insomma, non si può discutere nulla della Repubblica in Star Wars anche se non è poi così democratica (il ruolo dei Jedi nella guerra dei Cloni è di pura sudditanza). In quello che potrebbe essere il blocco dei “cattivi” della storia vediamo i bonapartisti di Palpatine e Anakin con la loro ideologia rivoluzionaria e autoritaria. Vista così la saga ci fa interrogare su molti punti, facendoci riflettere su cos’è e come ci viene presentata la dicotomia bene\male. Ma su Jar Jar non abbiamo dubbi.

Per approfondimenti ecco la mia visione geopolitica di Star Wars.

Jar Jar Binks è un buono puro, libero e pacifico:

In un mondo dove la Repubblica è una sorta di neo-feudo, lui si adegua nella morale cavalleresca ma non nelle dinamiche di potere. Goffo e buffo per poter facilmente sgusciare via dall’eroismo posticcio dei cavalieri, decide comunque di donare la propria vita in un sacro vincolo di riconoscenza. Guida una rivolta, salva la Repubblica, è un ottimo amico.

Sicuramente il development andava fatto meglio e forse, dico forse, sarebbe stato ottimale separare i due ruoli in due diversi personaggi. Accettato questo, stiamo parlando di vero cuore d’oro, di un pacifista rivoluzionario, di un grande amico.

Questo potrebbe bastare a non farci, anche quest’anno e come ogni anno, arrabbiare col povero Jar Jar Binks.

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