Cinema

Stasera in tv “Dirty Dancing”: non mettetelo in un angolo

Dirty Dancing, cult degli Anni ’80, ha fatto impazzire e sognare tre o quattro generazioni (e continuerà a farlo). Tra canti e balli, riprese in fretta e furia e una colonna sonora eccezionale, è innegabile che Dirty Dancing sia uno dei film romantici per eccellenza, indelebile nell’immaginario collettivo.

Dirty Dancing: il culto inaspettato

Johnny Castle e Baby Houseman, coppia protagonista - photo credits: Telefilm Central
Johnny Castle e Baby Houseman, coppia protagonista – photo credits: Telefilm Central

“Dirty Dancing – Balli Proibiti” è la storia del rapporto tra Johnny Castle, maestro di ballo e Baby Houseman, ragazza diciassettenne in vacanza con la sua famiglia. Entrambi nello stesso posto (un villaggio turistico), nello stesso momento ma provenienti da due contesti differenti. Una storia d’amore “stanca e prevedibile”, come la definì il critico cinematografico Rogert Ebert, ma che continua a far sognare i fedelissimi fan del film dopo oltre trent’anni. C’è da dire che Ebert non fu l’unico a lasciare una critica negativa: i produttori non avrebbero scommesso un centesimo sulla riuscita del progetto. Contro ogni aspettativa, Dirty Dancing ha riscosso talmente così successo che viene naturale associargli i nomi di Jennifer Grey e Patrick Swayze. La carriera dei due ha avuto una battuta d’arresto dopo la riuscita del film. Swayze si è riscattato, poi, con un ruolo di successo in “Ghost“; la Grey, suo malgrado, ha guadagnato soltanto un intervento al setto nasale. La chimica che intercorreva tra i due, fortunatamente, è indimenticabile, nonostante fosse frutto di una recita. Tra gli attori non scorreva buon sangue: discutevano prima di ogni scena, tanto che Emile Aldorino (regista) dovette intervenire per far tornare loro l’entusiasmo necessario per continuare.

Coreografie e canzoni da urlo, ma c’è di più

Patrick Swayze e Jennifer Grey nella scena finale di Dirty Dancing - photo credits: Film.it
Patrick Swayze e Jennifer Grey nella scena finale di Dirty Dancing – photo credits: Film.it

La colonna sonora del film è innegabilmente azzeccata. Da “Be My Baby” a “(I’ve had) The time of my life“, la soundtrack è costituita da canzoni di successo che, con le scene che accompagnano, ci hanno fatto sognare e… ballare. Alle note di canzoni non poi così tanto esplicite, si accompagnano i “balli proibiti” che simulano apertamente il godimento. Sono anche presenti momenti di tenerezza, specialmente tra i due protagonisti, nelle scene delle prove (specialmente quella con Loverboy!), del Mountain Lake (oggi prosciugato) e… la scena finale. Il frame che ha fatto sognare gli spettatori di Dirty Dancing, dove Johnny solleva Baby mentre viene riprodotta The time of my life. La scena è emulata in numerosi film, come “Crazy, Stupid, Love” e “Holidate“.

Il messaggio oltre la “storia d’amore”

Baby Houseman (Jennifer Grey) - photo credits: Spotern
Baby Houseman (Jennifer Grey) – photo credits: Spotern

La regia – nonostante il film sia stato girato in 44 giorni – ed i coreografi hanno reso perfettamente il messaggio “nascosto” in questa apparente storia d’amore: la diversità tra le classi sociali. I costumi, i modi di fare, muoversi, essere. La differenza che stava nello status, nella mentalità dei giovani e anche tra quello che doveva essere il ruolo dell’uomo e della donna. Questo lo dimostra la protagonista che difende se stessa, accetta le conseguenze delle sue decisioni. Baby Houseman ammira le altre donne senza competere con loro e ignora i pretendenti, senza preoccuparsi di essere senza partner. Resiste agli uomini, incluso suo padre, esponendo loro i pregiudizi che covano e le ipotesi privilegiate e, soprattutto, non cambia i suoi piani per il suo fidanzato quando viene licenziato e lascia la città.

Il film, definito “lo Star Wars delle donne” per il successo che ha riscontrato, è comunque degno di nota. Banale o no, messaggio egualitario o meno, merita di essere visto.
Stasera in tv su NOVE alle 21.25, non mancate!

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Luisa Scherillo

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