Siamo a New York, luogo di partenza di un’indagine che, The International non ne fa mistero, supererà presto i confini nazionali. L’agente Salinger (Clive Owen) e il procuratore Whitman (Naomi Watts) si trovano a rincorrere i dirigenti dell’International Bank of Business and Credit, pronta a far esplodere un conflitto in Medio Oriente.

Il tedesco Tom Tykwer realizza nel 2009 un film con un cast d’eccezione e un budget importante. Reduce dell’esperienza di Profumo – Storia di un assassino, il regista può infatti contare su una solida produzione statunitense, pronta a sostenere le sue riprese in giro per il mondo. Possiamo così seguire il ritmo crescente di questo riuscito thriller di spionaggio da Berlino a Istanbul, facendo un’importante tappa a Milano.

The International - Photo Credits: The Movie Database
The International – Photo Credits: The Movie Database

The International ci porta in Italia

Tom Tykwer è un regista che non va spesso sotto i riflettori. È poi anche vero che di film non ne ha girati troppi. Ricordiamo la co-regia in Cloud Atlas, fallimentare progetto delle sorelle Wachowski e Aspettando il re con Tom Hanks. Interessante è però che il regista tedesco abbia anche diretto delle puntate di Sense8, tra le più controverse serie tv degli ultimi anni. Notiamo quindi come a Tykwer (che si forma d’altronde in un paese che sforna oggi ottimi prodotti, basti pensare a Dark) piaccia sperimentare. Ma The International rimane nella sua produzione forse il film più canonico.

Avvincenti sono qui infatti soprattutto i salti logistici, anche perché uno di questi ci porta in Italia. Luca Barbareschi, Alessandro Fabrizi e Luca Calvani partecipano alle riprese, mentre Roberto Formigoni, allora presidente della Regione Lombardia, fa addirittura un cameo sullo sfondo del Pirellone. D’altronde il nostro paese gioca un ruolo fondamentale nella tessitura della trama politica della storia (il che non è una novità nel cinema statunitense). In questo caso però non recriminiamo nulla e ci godiamo un bel thriller internazionale.

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Manuela Famà