Esteri

Talebani agli Usa: l’Afghanistan non sarà una base per terroristi

Nei Colloqui di Doha di questi giorni i talebani hanno assicurato agli USA che il nuovo Governo dei Talebani si impegna per impedire ad estremisti e terroristi di fare attacchi contro altri Paesi partendo dall’Afghanistan.

Colloqui di Doha, nessuna collaborazione tra Usa e talebani contro l’ISIS

Nei colloqui di Doha tra gli USA e il nuovo Governo dei talebani, questi ultimi affermano che gli studenti coranici sono impegnati ad assicurare che il territorio afghano non sarà usato per lanciare attacchi terroristici. Il timore è che gli estremisti facciano degli attacchi terroristici contro altri Paesi partendo dall’Afghanistan. Il portavoce dei talebani, Suhail Shaneen, afferma che si stanno impegnando affinché ciò non avvenga, come riporta Ansa.it.

Nonostante ciò i talebani non sono disposti a collaborare con gli USA contro l’ISIS. Lo Stato Islamico è da sempre ostile ai talebani, che affermando di essere “in grado di affrontare Daesh in modo indipendente”. Negli scorsi giorni, l’Isis ha rivendicato una serie di attentati, compreso quello di venerdì alla Moschea di Kunduz, che ha causato più di 80 morti.

USA, aiuti umani ma nessun riconoscimento politico del nuovo esecutivo

Gli Stati Uniti hanno accettato di fornire aiuti umanitari all’Afghanistan, oggi al collasso con il governo dai talebani. Dopo i colloqui i talebani hanno affermato che si impegneranno a facilitare il movimento di stranieri. Nonostante gli accordi raggiunti tra USA e il governo talebano, gli USA si rifiutano di riconoscere politicamente il nuovo esecutivo talebano.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, in una nota ha affermato che “le discussioni sono state franche e professionali. La delegazione statunitense ha ribadito che i talebani saranno giudicati per le loro azioni, non solo per le loro parole”. Inoltre, la delegazione statunitense “si è concentrata sulle preoccupazioni in materia di sicurezza e terrorismo; e sul passaggio sicuro per i cittadini statunitensi, degli altri cittadini stranieri e dei nostri partner afghani“.

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