Il terremoto in Turchia e in Siria potrebbe non fermarsi A causarlo è stato l’incrocio di quattro placche con in particolare lo scivolamento di quella Anatolica rispetto a quella Arabica. Mentre il numero di morti continua a salire però il terremoto potrebbe continuare. È quanto spiegano gli esperti paventando il rischio di un’epidemia sismica che continuerà fino a quando non si esaurirà l’energia attivatasi nella faglia. Un’energia che ha generato un terremoto cento volte più potente di quello che ha colpito Norcia e Amatrice nel 2016
Cosa ha scatenato il terremoto in Turchia

A causare il grave terremoto che ha devastato la Turchia e la Siria è stata la faglia dell’Anatolia Orientale. È quanto fa sapere al Corriere della Sera il presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) Carlo Doglioni. Per Doglioni si è trattata di un’unica sequenza sismica generata dall‘incrocio tra quattro placce che spesso s’incontrano. Si tratta delle placche Anatolica, Arabica, Euroasiatica e Africana che hanno riversato la loro energia su una lunga faglia dalla quale si è generato il devastante terremoto turco.
In particolare per Doglioni “si è verificato uno scivolamento orizzontale, quindi sullo stesso piano, della placca Anatolica verso Sudovest rispetto alla placca Arabica. Ciò ha generato un tipo di faglia che i sismologi chiamano ‘transcorrente a bassa profondità’ con un ipocentro, cioè il luogo in profondità in cui si scatena, tra i 15 e i 20 chilometri. In altre parole la Turchia nelle stime è scivolata in realtà di cinque-sei metri rispetto alla Siria. Il dato più preciso si avrà nei prossimi giorni dopo il rilevamento con i satelliti Sentinel dell’Esa e CosmoSkymed dell’Asi” . Un fatto grave che ha generato le due scosse più gravi verificatisi a distanza di nove ore l’una dall’altra dovute ad una lacerazione del suolo in una zona lunga 190 chilometri e larga 25.
La terra che continua a tremare e il rischio di un’epidemia sismica
Nono stante le due forti e gravi scosse la terra turca ha continuato e continua a tremare “con intensità spesso rilevante, intorno ai 5-6 gradi della Scala Richter. Intanto si è aggiunta pure un’infinità di sussulti minori, circa 200 già nelle prime ore”, spiega Doglioni. Per il presidente dell’Ingv potremmo trovarci di fronte a quello che ha alcuni esperti hanno chiamto un’epidemia sismica. Il fenomeno sismico turco potrebbe durare infatti nel tempo anche mesi o anni. “Fino a quando l’energia accumulata non sarà liberata il fenomeno non si interromperà”, afferma in fatti Doglioni
Il grave terremoto turco ha avuto ripercussioni anche nel nostro paese con l’allarme maremoto che ha interessato le coste di Napoli e le relative isole poi rientrato nella giornata di ieri. Nel frattempo Doglioni ha ricordato che quella Turca è una zona ad elevato rischio sismico con eventi catastrofici gravi già nel recente passato come “il terremoto di Erzincan del 1939 (7.8 della Scala Richter), che provocò 38 mila vittime, o quello più recente di Izmit (7.6 della Scala Richter), con 17 mila morti”.
Stefano Delle Cave
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