Benvenuti nell’universo cinematografico di Movie Award. Andremo nel mondo dell’Academy alla scoperta di un un film che ha trionfato agli oscar del 2010 nonostante le controversie che lo accompagnavano. Parleremo di guerra, di Iraq e di bombe da disinnescare. Abbiamo dedicato la puntata di oggi a “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow

“Non volevo polemizzare sull’argomento, ma dare una visione chiara, una profonda comprensione di una particolare psicologia, per far sì che il pubblico si mettesse nei panni di quei soldati. Solo in questo modo si può esprimere un giudizio informato e avere l’opportunità di sperimentare la guerra dal punto di vista dell’osservazione diretta.”

Cosi in un’intervista Kathryn Bigelow ha parlato del suo film “The Hurt Locker”. È stato scelto dunque un argomento all’epoca controverso e politicamente difficile come la guerra in Iraq non per una presa di posizione patriottica o meno. Lo scopo ultimo è infatti raccontare il dramma piscologico e fisico dei soldati americani coinvolti nel conflitto. Un punto di vista diverso che svela quanto questo film sia complesso e quando siano state utili per dare un giudizio veritiero sull’argomento le inchieste giornalistiche e le esperienze dirette dello sceneggiatore del film Mark Boal. Questi aveva passato alcune settimane in Iraq al fianco di un gruppo di artificieri dell’esercito americano.

“The Hurt Locker”, la macchina da presa vagante

Il trailer di The Hurt Locker, fonte VIDEA

In “The Hurt Locker” Kathryn Bigelow non tiene in primo piano solo i personaggi quanto anche l’ambiente circostante che li minaccia. Ecco infatti che la Bigelow fa vagare la macchina da presa alla scoperta di ogni minimo dettaglio delle ambientazione del suo film. Il tutto riportando realisticamente sullo schermo lo studio che farebbe ogni soldato situato in luogo dove la minaccia può venire dovunque. Così viene svelata una paura e una tensione che rende notevolmente più sottile e delicato il semplice racconto di bombe da disinnescare. Accanto a questo diventa essenziale la reazione, l’emozione e le sfumature diverse di ogni singolo personaggio che prima di essere un soldato è semplicemente un uomo.

Le controversie intorno al film

Osannato dalla critica e poco premiato dal pubblico “The Hurt Locker” è stato oggetto di una serie di accuse e controversie. Non sono mancante infatti le critiche dei soldati americani per una scorretta rappresentazione della guerra nel film. Anzi il sergente Jeffrey Sarver ha fatto causa e scritto ad uno dei produttori del film, Nicholas Chartier, perchè la produzione si sarebbe servita della sua identità e della sua storia e lo avrebbero truffato. Lo stesso Chartier è stato allontanato dall’Academy prima della notte degli Oscar 2010 perchè aveva spedito una mail chiedendo ai membri della stessa Academy di votare per il suo film e non per “Avatar” di James Cameron.

Stefano Delle Cave

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