Nelle ultime ore, Donald Trump ha commentato in a più riprese l’accordo di cessate il fuoco raggiunto, almeno per il momento, tra Iran e Israele. Mentre si trovava sull’Air Force One, in volo verso i Paesi Bassi per un importante vertice della NATO, il presidente ha rivelato che anche Vladimir Putin si sarebbe offerto di aiutarlo nei negoziati di pace tra le due potenze. La sua proposta, tuttavia, sarebbe stata fermamente declinata.

«Come sapete», ha dichiarato, «Vladimir mi ha chiamato. Mi ha chiesto: “Posso aiutarti con l’Iran?”. Gli ho risposto: “Non mi serve aiuto con l’Iran, mi serve aiuto con te”, e che spero che otterremo un accordo anche con la Russia». Le sue affermazioni ricalcano in parte quelle dello scorso 18 giugno, sempre riferite al presidente russo: «Fammi un favore, mediamo prima le tue cose […]. Mediamo prima con la Russia, Vladimir, poi puoi preoccuparti di questo».

Le tensioni fra Trump e Putin sulla guerra in Ucraina

La risposta di Trump ha un duplice obiettivo. Da un lato, gli permette di prendersi tutti i meriti della tregua in Medio Oriente; dall’altro, è un modo per mettere pressione a Putin per porre fine al conflitto con l’Ucraina. I negoziati di pace tra le due nazioni, almeno per ora, si sono rivelati fallimentari, soprattutto a causa dell’ostruzionismo russo.

Un rallentamento che non piace al presidente statunitense che, in campagna elettorale, aveva promesso una risoluzione della guerra in ventiquattr’ore. Di ore, e di mesi, ne sono trascorsi decisamente di più, e Trump non sembra affatto contento dell’andamento delle trattative e dell’atteggiamento di Putin, al punto di aver minacciato di sfilarsi dal suo ruolo di mediatore, nel caso in cui l’impasse non venga superato in tempi brevi.

Federica Checchia

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