La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato a Fox News che la diplomazia rimane la «prima opzione» di Donald Trump quando si tratta dell’Iran. Ha però ribadito che il presidente degli Stati Uniti «non ha paura di usare la forza letale e la potenza dell’esercito statunitense se e quando lo riterrà necessario». Ha poi chiarito: «Gli attacchi aerei sarebbero una delle tante, tantissime opzioni sul tavolo per il comandante in capo. La diplomazia è sempre la prima opzione per il presidente».

«Nessuno lo sa meglio dell’Iran», ha aggiunto, riferendosi agli attacchi statunitensi dell’estate scorsa contro tre importanti siti nucleari iraniani. All’epoca, Trump affermò che i bombardamenti avessero “distrutto” le strutture. Successive valutazioni dell’intelligence e immagini satellitari, tuttavia rivelarono la minore entità dei danni.

Proteste in Iran, parla l’Ayatollah Ali Khamenei

Karoline Leavitt ha anche affermato che il regime starebbe inviando agli Stati Uniti messaggi «molto diversi» in privato, rispetto alle sue esternazioni pubbliche. Ha affermato: «Ciò che sentiamo pubblicamente dal regime iraniano è molto diverso dai messaggi che l’amministrazione riceve privatamente. Credo che il presidente abbia interesse a esplorare questi messaggi».

In seguito alle dichiarazioni della portavoce, Trump si è nuovamente espresso su Truth Social. Il tycoon ha annunciato: «Con effetto immediato, qualsiasi Paese che faccia affari con la Repubblica islamica dell’Iran pagherà una tariffa del 25% su tutte le attività commerciali con gli Stati Uniti d’America».

Dal canto suo, la guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha definito le manifestazioni filo-governative a Teheran un monito per i politici statunitensi a «porre fine ai loro inganni». Li ha poi invitati a non fare affidamento sui dissidenti, che ha bollato come «mercenari traditori». Elogiando i cortei in favore del regime, Khamenei ha affermato che «vasti raduni pieni di ferma determinazione hanno sventato i piani dei nemici stranieri, che avrebbero dovuto essere attuati da mercenari interni».

Federica Checchia