Stefano Bettarini è nato a Forlì il 6 febbraio 1972, figlio di Nice e Mauro, dirigente di un’azienda di assicurazioni e allenatore di calcio. È stato proprio quest’ultimo a trasmettergli la passione per il pallone. Bettarini ha passato l’infanzia e l’adolescenza tra Buonconvento e Siena, dedicandosi più che altro al calcio. Dal 1998 al 2008 Bettarini è stato sposato con Simona Ventura e dal matrimonio sono nati due figli: Niccolò e Giacomo. Il matrimonio è finito soprattutto a causa dei numerosi tradimenti di lui. Stefano Bettarini ha sempre fatto parlare di sé per i suoi numerosi flirt, tra cui si annoverano la showgirl Antonella Mosetti, Alessia Mancini, la modella ed ex concorrente del GFVIP Dayane Mello e la ballerina Samantha Togni conosciuta durante la sua partecipazione a Ballando con le stelle. Dal 2017 è impegnato con la fashion designer Nicoletta Larini con la quale nel 2018 ha partecipato a Temptation Island VIP.
Nel 2011 è stato indagato per un presunto coinvolgimento in un’inchiesta su scommesse illegali nel calcio e manipolazioni di risultati di gare di Serie A, Serie B e Lega Pro. Nel 2015 è stata formulata contro di lui anche l’accusa di associazione a delinquere, ma nel 2019 il tribunale di Bologna ha dichiarato estinta l’accusa.
Il matrimonio e la separazione con Simona Ventura

«Non sono mai stato uno stinco di santo, ma davanti a una separazione le responsabilità sono sempre 50 e 50. Quando giocavo in altre città, ero sempre io a correre a casa dopo una partita per stare con moglie e figli. Avrei avuto bisogno della sua presenza, certe mancanze le ho accusate. Se preferisci la carriera alla famiglia, prima o poi la paghi» dice Bettarini.
«Mi hanno fatto passare come un donnaiolo perché era la soluzione più comoda, ero io quello mediaticamente più debole. Poi è venuto fuori che in realtà la separazione è avvenuta in seguito a un suo tradimento. Ingaggiai un investigatore privato, tenni la cosa nascosta per un po’ ma poi sbottai. Se avessi aspettato, avrei scoperto molto altro. La chiamai, dopo due secondi avevo il suo avvocato in casa».




