In Uganda, il governo ha bloccato internet a due giorni dalle elezioni, previste per giovedì. L’intento ufficiale, come dichiarato dalle istituzioni, è quello di prevenire «la disinformazione, le frodi elettorali e l’incitamento alla violenza». Già nel 2021, in occasione di un’altra chiamata alle urne, le autorità aveva impedito l’accesso alla rete nei giorni precedenti e immediatamente seguenti al voto, rendendo impossibile verificare eventuali brogli. Nel mentre, la popolazione protestava contro la vittoria dell’attuale presidente, l’ottantunenne Yoweri Museveni, che quest’anno è intenzionato a ottenere il suo settimo mandato.
Il candidato dell’opposizione invita i cittadini a scaricare Bitchat per aggirare il blocco di internet
L’autorità ugandese delle comunicazioni non ha ancora comunicato quando ripristinerà la connessione. Cercando di aggirare l’ostacolo, il principale candidato dell’opposizione, Bobi Wine, ha tuttavia suggerito ai propri sostenitori di installare Bitchat, un’app di messaggistica che consente di comunicare anche senza internet, utilizzando la connessione bluetooth.
Metere fuori uso internet è solo uno dei tanti metodi adottati dal governo per arginare il malcontento del popolo e influenzare l’esito delle votazioni. Tra le altre misure messe in atto, la chiusura di ONG per i diritti umani, spari sulla folla in strada, che si era radunata per le manifestazioni dell’opposizione, arresti senza vere motivazioni. Le autorità hanno anche allontanato molti dei giornalisti internazionali accreditati dal Paese.
Repressioni in Uganda, parlano le Nazioni Unite
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha invitato le autorità dell’Uganda a tutelare il diritto di tutti i cittadini a partecipare alla vita pubblica del Paese. «Le autorità ugandesi devono garantire che tutti gli ugandesi possano partecipare pienamente e in sicurezza alle elezioni, come previsto dal diritto internazionale», ha dichiarato. «Devono, tra le altre cose, garantire che non venga utilizzata alcuna forza non necessaria o sproporzionata, inclusa la forza letale, per disperdere proteste pacifiche».
Il rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani descrive in dettaglio come le autorità ugandesi abbiano utilizzato la legislazione. Si sono servite del Computer Misuse (Amendment) Act del 2022, il Non-Governmental Organizations (Amendment) Act del 2024 e l’Uganda People’s Defence Forces (Amendment) Act del 2025, per mettere a tacere coloro che hanno opinioni dissenzienti. Le leggi sono state utilizzate per arrestare e detenere leader e attivisti dell’opposizione, per fare irruzione nelle sedi dei partiti politici di opposizione e confiscare le loro proprietà. Il governo le ha impiegate anche per sospendere stazioni radio, arrestare blogger e rafforzare il controllo sulle ONG.
Federica Checchia





