Il Senato USA blocca il provvedimento per il diritto all’aborto che avrebbe trasformato in legge la sentenza storica della Corte Suprema Roe VS Wade. I democratici, che chiaramente si aspettavano il risultato ottenuto, hanno così voluto dimostrare agli americani l’estremismo dei repubblicani.

Servivano 60 voti perché il provvedimento fosse approvato, ma è stato bloccato con 49 voti a favore e 51 contrari. I repubblicani hanno fatto fronte unito votando tutti contro il provvedimento, mentre fra i democratici solo il senatore Joe Manhcin si è schierato al fianco dei conservatori.

Il voto simbolico

Si è trattato in gran parte di un voto simbolico. I democratici hanno voluto provare il voto del provvedimento pur essendo pienamente consapevoli del risultato che avrebbero ottenuto. Lo scopo era infatti quello di dimostrare agli americani l’estremismo dei repubblicani. I politici si sono mossi rapidamente verso il voto dopo la pubblicazione della scorsa settimana su Politico di una bozza di parere ad opera del giudice Samuel Alito che segnalava, già a febbraio, che la maggioranza conservatrice della Corte aveva votato per eliminare Roe VS Wade.

I democratici hanno visto come un’opportunità politica il voto dei repubblicani contro il disegno di legge che protegge l’aborto, soprattutto con la pressante minaccia all’accesso all’interruzione di gravidanza. La diffusione della notizia ha acceso un fuoco nel Paese, scatenando proteste in ogni dove per portare i diritti riproduttivi al centro del dibattito politico. I sondaggi mostrano infatti che la maggioranza degli americani vuole che l’aborto rimanga legale in tutti o comunque in diversi casi.

La reazione del Governo

Kamala Harris, vicepresidente USA, ha commentato ai giornalisti la scelta del Senato sostenendo che “purtroppo il Senato non è riuscito a difendere il diritto delle donne di decidere sul proprio corpo. La priorità dovrebbe essere quella di eleggere leader pro-choice a livello locale, statale e federale”.

Il Presidente Joe Biden ha invitato il Congresso a proteggere il diritto all’aborto, affermando che i repubblicani “hanno ostacolato il diritto degli americani di prendere le decisioni più personali sul proprio corpo, sulla propria famiglia e sulla propria vita”.

Ginevra Mattei

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