Esteri

USA, Solomon Pena: candidato Repubblicano arrestato per attacchi armati

Come annunciato dalle autorità di Albuquerque, nello Stato Usa del New Mexico, è stato arrestato ieri nella sua abitazione: Solomon Pena, ex candidato repubblicano al Congresso statale.

L’uomo è stato sospettato di aver commissionato una serie di sparatorie intimidatorie contro abitazioni di diversi funzionari eletti democratici.

Solomon Pena: colpi di arma da fuoco contro le abitazioni di due commissari e due parlamentari

Solomon Pena -Photo Credits :agenzianova.com
Solomon Pena -Photo Credits :agenzianova.com

Il 39enne Solomon Pena, si era candidato lo scorso novembre per un seggio al Congresso del New Mexico nella lista del Partito repubblicano. L’uomo non sarebbe stato l’unico colpevole, ma avrebbe ingaggiato altre quattro persone per esplodere colpi di arma da fuoco contro le abitazioni di due commissari di contea e due parlamentari statali, tutti esponenti del Partito democratico.

Solomon Pena avrebbe accompagnato il 3 gennaio, i quattro uomini di fronte all’abitazione della senatrice statale Linda Lopez. Senza riuscirci ha tentato di esplodere colpi di fucile automatico contro l’edificio. A quel punto diversi colpi di pistola sarebbero stati fatti esplodere dai suoi complici. Alcuni sono stati sparati in direzione della camera da letto della senatrice. Non ci sono stati feriti. Secondo le analisi, l’arma sarebbe stata confiscata durante un controllo stradale appena 40 minuti dopo l’incidente. Le autorità sono arrivate all’ex candidato repubblicano, in quanto l’auto che è stata sottoposta a controllo, era intestata a Pena.

Pena aveva perso le elezioni contro il Democratico Miguel Garcia

Pena è stato sconfitto alle urne lo scorso 8 novembre, dal suo avversario democratico, il deputato statale uscente Miguel P. Garcia. L’uomo, politico repubblicano, sei era candidato per un posto nella Camera dei rappresentanti dello stato del New Mexico, perdendo le elezioni.

Pena non aveva mai accettato la sconfitta e aveva più volte affermato, senza prove, che il voto fosse stato truccato. Gli attacchi alle case dei Democratici sarebbero una conseguenza della mancata accettazione della sconfitta. Il 39enne è adesso accusato di aver pagato altre persone per realizzare almeno due degli attacchi su cui la polizia sta indagando, e di aver lui stesso partecipato a un altro.

Mariapaola Trombetta

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