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Vietnam: allarme epidemia dengue

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È partito l’allarme epidemia in Vietnam: dall’inizio dell’anno ad oggi il Paese conta conta infatti più di 60.000 infetti da febbre dengue. Si tratta di un aumento del 97% rispetto al conteggio dell’anno precedente.

Il virus dengue

Photo Credits Interris.it

La dengue è una malattia trasmessa tramite le punture delle zanzare Aedes e causata da un flavivirus con 4 sierogruppi distinti. La febbre da dengue generalmente si manifesta con la comparsa improvvisa di febbre elevata, cefalea, mialgie, artralgie e linfadenopatie generalizzate. A questo segue poi un trash cutaneo, che compare in associazione ad un secondo rialzo termico ma solo dopo un periodo di apiressia. Il paziente può avvenire anche sintomi respiratori, quali tosse, faringodina e rinorrea. Più rari, ma comunque possibili, sono i casi in cui la dengue conduca il paziente ad una febbre emorragica potenzialmente fatale, in quanto causa di una diatesi emorragica ed un conseguente shock.

La dengue epidemica si sviluppa nelle aree del mondo che presentano un clima tropicale. Le epidemie più frequenti sono nel Sud-Est Asiatico, ma possono anche interessare Caraibi, Oceania e il subcontinente indiano e, più recentemente si è scoperto, America Centrale e Sud America.

Dengue: diagnosi, prevenzione e trattamento

La dengue va sospettata in pazienti che sviluppano febbre improvvisa, cefalea retro-orbitale grave, mialgie e adenopatie, soprattutto associati al caratteristico rush cutaneo o a una febbre ricorrente dopo aver vissuto o viaggiato in una delle zone epidemiche sopra citate. La diagnosi differenziale deve escludere altre eziologie, in particolare malaria, infezione da virus Zika, malattia di Chikungunya e leptospirosi. Gli studi diagnostici prevedono test sierologici acuti e convalescenti, l’individuazione dell’antigene, e il rilevamento del genoma virale dalla PCR (Polymerase Chain Reaction) del sangue. essendoci la possibilità che comuni test sierologici manifestino reazioni incrociate gli anticorpi diretti verso altri flavivirus, si tende a preferire una diagnosi tramite il più specifico test di neutralizzazione della riduzione della placca.

Al fine di prevenire un possibile contagio, se ci si trova in una delle zone epidemiche è necessario prevenire le punture di zanzara. Per impedire l’ulteriore trasmissione sempre da parte delle zanzare, i pazienti con Dengue devono essere isolati con zanzariere fino a che non si sia risolto il secondo picco febbrile. Intanto la comunità scientifica sta lavorando sullo sviluppo di parecchi vaccini tetravalenti, al momento tutti in fase di valutazione. Nel 2015 in Messico è stato autorizzato il vaccino tetravalente Dengvaxia, poi approdato anche nelle Filippine ed in molti altri paesi per l’uso in persone di età compresa tra 9 e 45 anni che vivono in aree endemiche. Il vaccino, che prevede l’iniezione di tre dosi ad intervalli di sei mesi, riduce il rischio di ospedalizzazione e di malattia grave nei riceventi sieropositivi. Tuttavia, vaccinare i bambini che non hanno mai avuto la dengue sembra comportare il rischio di una malattia più grave se questi si infettano con la dengue più tardi. Questa possibile complicazione ha portato le autorità sanitarie filippine a fermare la vaccinazione contro la dengue in quel paese. La World Health Organization e l’US Food and Drug Administration raccomandano di fare uno screening pre-vaccinazione per evidenziare i segni sierologici d’infezione pregressa da dengue e quindi vaccinare solo i pazienti sieropositivi.

Photo Credits AsiaNews
Ricoverati per dengue in isolamento

Per tutti coloro che non riescono a salvarsi dal contagio, la terapia della dengue è sintomatica. L’acetaminofene (paracetamolo) può essere utilizzato, ma non i FANS, compresa l’aspirina, che devono essere evitati per il rischio di sanguinamento. Oltre a questo, l’aspirina aumenta il rischio della sindrome di Reye nei bambini e dunque deve essere evitata.

Il caso del Vietnam

In Vietnam, in particolare nelle regioni meridionali e centrali, sembra non esserci battuta d’arresto all’aumento del numero di casi di febbre dengue. Sebbene questa sia ormai riconosciuta come la stagione di punta della dengue, il Ministero della Salute vietnamita si è detto fortemente preoccupato dalla maggiore velocità di crescita dei casi e del maggior numero totale rispetto agli anni precedenti.

Il Vietnam ha registrato dall’inizio dell’anno a oggi più di 60.000 casi, con un aumento del 97% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e circa 8.000 casi in più rispetto alla settimana precedente. Il paese vietnamita di di Ho Chi Minh nello specifico ha riportato finora nove decessi, confermando però 16.057 casi di dengue. Per la città si tratta di un aumento di 7.388 casi, pari al 117,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un altro pericoloso focolaio si sta verificando nella provincia di Quảng Bình, nel Vietnam centrale, dove sono stati segnalati per il momento solo 147 casi di febbre dengue, senza ancora nessun decesso ma con la certezza di un vertiginoso aumento. 

Prevedendo in realtà un aumento del numero di casi di febbre dengue in un prossimo futuro e che la malattia esploda su larga scala, così come successe peri Covid-19, in assenza di drastiche misure preventive, il Ministero della Salute ha invitato tutti gli enti preposti ad una maggiore e più efficace sorveglianza sanitaria.

Ginevra Mattei

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