Cultura

Visione di morte, ateismo, nulla: la voce poetica di Ugo Foscolo

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Ugo Foscolo è vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, due secoli ricchi di cambiamenti sociali e politici. Poeta dal temperamento impulsivo e al contempo razionale, ha inseguito una poetica classicista all’interno della corrente illuminista; tuttavia nelle sue opere egli affronta con intensità anche tematiche sentimentali, legate al dolore e alla morte. In una vita segnata da lutti, tradimenti e disgrazie, Foscolo si è distinto per il suo spirito critico autonomo, per i suoi ideali democratici e di libertà, intrisi di patriottismo e amore per la sua terra.

Le due anime di Ugo Foscolo: una razionale, l’altra sensibile

Foscolo Ugo
Credits: 800anniunipd

Foscolo è un autore complesso, che non si identifica in una determinata corrente letteraria, bensì racchiude in sé diverse tendenze. La sua concezione materialistica e meccanicistica della vita lo collega strettamente alla corrente illuministica. Egli era fortemente ateo, convinto che l’uomo dovesse affrontare un ciclo vitale meccanico che termina con la morte, dopo la quale vi è il “nulla eterno”. L’uso di un linguaggio aulico, la ricerca della bellezza e dell’armonia e il ricorso alla mitologia greca, collocano convenzionalmente l’autore nella cerchia neoclassica.

Tuttavia Foscolo non esprime soltanto un lato razionale e meccanico, ma anche uno più sentimentale e sensibile. E’ qui che il poeta si avvicina al percorso Preromantico e Romantico dell’ottocento. Egli si crea delle “illusioni”, dovute proprio dal suo forte credo nell’ateismo. Le illusioni servivano per consolare l’animo del poeta e dell’uomo. L’idealismo subentra in Foscolo nel momento in cui egli afferma che la caducità della vita può essere riscattata solo tramite la sopravvivenza di alcuni valori nobili: l’amore, la patria, la gloria, la famiglia, la libertà.

La morte come ‘’fatal quiete’’ nel rassicurante nulla eterno di Ugo Foscolo

Foscolo e i suoi contemporanei vedono la morte come un momento di verità per l’uomo, che si trova davanti a se stesso, alla sua dimensione intima, alle sue passioni e al suo io interiore. La profondità dell’animo del poeta è esplicitata nel sonetto Alla Sera, il primo dei sonetti del canzoniere Le Poesie. In quell’occasione Foscolo evoca la ‘’fatal quiete’’ paragonandola alla sera, momento in cui le anime vengono metaforicamente trasportate nel sonno che – come la morte – assicura la quiete.

Un tema neoclassico mutuato dal poeta latino Catullo, che utilizza la metafora della notte e del sonno come fine della vita nei versi del Carmina Viviamo e amiamo. In entrambi i casi la morte non assume accezione negativa, viene intesa anzi come la meta alla quale approdare dopo l’attraversamento del burrascoso mare della vita. Il desiderio di trovare pace nella morte è presente anche nel sonetto de Le Poesie, In morte del fratello Giovanni in cui l’autore esprime apertamente di ambire ad una quiete eterna, soluzione alla sua sofferenza terrena: ‘’e prego anch’io nel tuo porto quiete’’.

I ”Sepolcri”, la tomba, l’ateismo e infine la poesia

Fortemente materialista e ateo non riconosce l’esistenza della vita dopo la morte. Questa consapevolezza lo spinge paradossalmente a sviluppare un attaccamento viscerale alla sepoltura e alla tomba. Il sepolcro diventa infatti simbolo di una memoria personale e familiare che aiuta a superare il dolore dell’assenza, perché consente di mantenere vivo il ricordo, seppur doloroso, della persona cara. La visione materialista di Foscolo tuttavia non risparmia neanche la tomba stessa, destinata anch’essa ad una distruzione inevitabile dovuta allo scorrere del tempo. Ecco che allora subentra la poesia che si sostituisce al sepolcro. ‘’Siedon custodi de’ sepolcri, e quando il tempo con sue fredde ale spazza fin le rovine, le Pimplèe fan lieti di lor canto i deserti’’ . I versi hanno così il potere di rendere eterna la memoria dei grandi uomini, di tramandarla alle generazioni future così da rendere immortale l’anima, salvandola dall’oscuro oblio in cui altrimenti sarebbe scomparsa per sempre.

Alessia Ceci

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