Vladimir Putin si congratula con il gruppo Wagner: “Bakhmut è nostra”

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Di Alessia Spensierato

Il presidente russo Vladimir Putin si congratula con il gruppo Wagner e i militari delle forze armate russe per la liberazione di Bakhmut. “La liberazione di Bakhmut nella (cosiddetta) DPR è stata completata” annuncia poco prima il ministero della Difesa russo

Al momento la parte ucraina nega la cattura di Bakhmut. Il vice ministro della Difesa Anna Malyar ha addirittura scritto che a Bakhmut continuano i pesanti combattimenti e ha definito la situazione critica, ma nei canali Telegram legati alle forze armate ucraine da tempo si riconosce che la situazione era diventata insostenibile e che il ritiro sarebbe stato questione di giorni. Avendo resistito nove mesi l’esercito ucraino ha però raggiunto alcuni obiettivi fondamentali: ha costretto Mosca a concentrare molte truppe e molti mezzi in un unico punto, ne ha distrutte una buona parte e soprattutto ha guadagnato tempo.

A dare un po’ di credito alle dichiarazioni ucraine arriva il report dell’istituto per lo studio della guerra americano: «I contrattacchi ucraini vicino a Bakhmut hanno probabilmente eliminato la minaccia di un accerchiamento russo delle forze ucraine a Bakhmut e costretto le truppe russe ad allocare le scarse risorse militari per difendersi da uno sforzo offensivo limitato e localizzato», si legge nel report. Mentre gli attacchi continuano in tutto il Paese, il ministro della Difesa di Kiev Oleksiy Reznikov ha detto che «i piloti ucraini non vedono l’ora che inizi l’addestramento sui caccia F-16. Ora potranno sostenere i loro fratelli e sorelle d’armi sulla terra e in mare per vincere questa guerra. Gli F-16 sono stati costruiti per abbattere i nemici. Il loro momento è arrivato», alimentando ulteriormente l’attesa per la controffensiva ucraina

“In effetti Bakhmut è diventato il centro di attrazione per l’attenzione e le forze dell’intero gruppo russo, che in pochi mesi non ha ottenuto nulla altrove sul fronte”, afferma l’analista russo (ma critico col Cremlino) Yan Matveev. “Nelle prossime settimane il fronte nell’area di Bakhmut cambierà: entrambe le parti cercheranno di prendere posizioni migliori. L’esercito russo vorrà prendere piede e stabilizzare la situazione, l’esercito ucraino vorrà destabilizzare, creare varchi e liberare parte del territorio”, dice Matveev, “Tuttavia, se le forze ucraine non avranno successo entro tre o quattro settimane, i russi costruiranno una linea di difesa più affidabile”. “La finestra di opportunità per una controffensiva è ancora aperta, ma non sarà sempre così”, conclude l’analista.

 L’annuncio della cattura di Bakhmut da parte della Russia non ha alcun significato strategico, poiché non permetterà alle forze esauste di Mosca di creare una testa di ponte per ulteriori operazioni offensive: lo scrive l’Istituto per lo studio della guerra (Isw) nel suo rapporto
quotidiano sull’andamento del conflitto, come riporta Ukrainska Pravada. Il centro studi statunitense ritiene inoltre che la dichiarazione del fondatore del Gruppo Wagner, Yevgeny Prigozhin, sulla partenza dei suoi mercenari dalla città contesa potrebbe essere un tentativo di fuorviare le truppe ucraine.