Gabriele Mainetti, nato il 7 novembre 1976 a Roma, è un regista italiano fra i più apprezzati della nuova generazione; laureato in Storia e Critica del Cinema, ha frequentato corsi di regia, direzione della fotografia, produzione e sceneggiatura alla Ticsh School of the Arts di New York e studiato recitazione a Roma. Dal 1998 inizia la carriera teatrale alternata alle esperienze televisive e cinematografiche come: “Stiamo bene insieme“, “La omicidi“, “Briciole“, “Rapidamente“, “Il cielo in una stanza” e “Un altro anno e poi cresco“, successivamente frequenta corsi di composizione musicale e arrangiamento sul computer tenuti da Gianluca Podio e Luca Proietti presso il Saint Louis College of Music di Roma.

Mainetti ha firmato musiche di cortometraggi e documentari e diretto il corto “Il Produttore” (2004), “Ultima Spiaggia” (2005) e “Basette” (2008) che partecipa a più di 50 festival tra i quali il Festival del Film di Locarno e alla ’25a OraFestival del Corto dove vince come miglior film; “Tiger Boy” è il suo nuovo cortometraggio. Mainetti ad oggi è conosciuto soprattutto per l’acclamato vincitore di tre David, “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il pluripremiato e nominato all’Oscar “Tiger Boy” e l’attesissimo “Freaks Out” presentato quest’anno alla Festa del Cinema di Roma. In particolare il regista mostra nei suoi film la rabbia e le paure adolescenziali, infatti, è affascinato dalla figura del mostro, che può essere nascosto in tutti noi, generato dalla ricerca ossessiva della perfezione, e dall’impossibilità di raggiungerla.

Gabriele Mainetti e la passione per i fumetti

Claudio Santamaria e il regista Gabriele Mainetti a Lucca Comics & Games 2015 - © tutti i diritti riservati
Claudio Santamaria e il regista Gabriele Mainetti a Lucca Comics & Games 2015 – © tutti i diritti riservati

Convinto di una stretta parentela fra cinema e fumetti, anche se con le loro peculiarità, il regista, ha raccontato recentemente al Lucca Comics and Games – edizione Changes, di aver letto molto Topolino, Lupo Alberto e Alan Ford durante la sua infanzia fino alla scoperta di Dylan Dog a 10 anni. Il primo fu Lupin III, poi Er Tigre ma l’ispirazione per “Jeeg Robot” è arrivata dagli anime che grazie ai suoi tanti livelli di lettura è capace di realizzare una grossa allegoria della società attuale. Sono loro gli unici supereroi dei film di Mainetti, mai star in primo piano, ma personaggi secondari, luci necessarie a mettere in evidenza nel buio delle loro esistenze, le qualità dei veri protagonisti.

Il regista ha continuato a lavorare a “Freaks Out“, ancora una volta una pellicola che mette insieme vari generi e tematiche, come afferma lo stesso Mainetti: “I generi oggi sono ibridati: spesso lo spettatore abbassa la difesa con film di questo tipo e proprio per questo si può emozionare ancora di più“.

5 curiosità sul regista

1 – Il sogno di Mainetti è sempre stato fare un cinema come quello di Steven Spielberg, il suo regista preferito in assoluto.

2 – Gli proposero “Black Cat” and “Silver Sable” ma siccome appartenevano all’universo di Spider-Man rifiutò e il progetto non prese mai vita;

3 – Anche “Venom” è stata una possibilità per il regista ma la direzione preferiva come protagonista Tom Hardy mentre Mainetti avrebbe optato per un altro attore;

4 – Un sequel di “Jeeg Robot“? Il regista aveva da tempo pensato ad un sequel del film ma poi alcune di quelle idee sono state messe in “Freaks Out“;

5 – I film preferiti del regista sono:

L’armata Brancaleone di Mario Monicelli
"L'armata Brancaleone" di Mario Monicelli - © tutti i diritti riservati
L’armata Brancaleone di Mario Monicelli© tutti i diritti riservati

Mainetti si ispira a “L’armata Brancaleone” da cui ha preso spunto per raccontare i Freaks di “Freaks Outdove ognuno è già visivamente una maschera, della quale dobbiamo però scoprire l’umanità sottostante, commedia fatta di archetipi che le maschere sintetizzano.

Per un pugno di dollari” di Sergio Leone
Clint Eastwood in "Per un pugno di dollari" - © tutti i diritti riservati
Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari” – © tutti i diritti riservati

L’universalità di Mainetti è ben radicata nella sua italianità, mai rinnegata e anzi messa in primo piano, come dichiara lo stesso regista: “così come Leone ha portato la sua romanità nel mondo. Quando guardo i suoi film mi sento a casa mia, ma i suoi film riescono a parlare a tutti, in Italia come all’estero

E.T” di Steven Spielberg
"E.T" di Steven Spielberg - © tutti i diritti riservati
E.T” di Steven Spielberg – © tutti i diritti riservati

Si può notare come in “Freaks Out” ci sia un cinema internazionale che sin dalle prime immagini trasmette emozione. Del resto, come per Steven Spielberg: “il cinema è il gioco di raccontare storie per toccare il nostro bambino interiore”. Ma bisogna restare aderenti ad una forma filmica precisa, che “è difficile da mantenere nel momento in cui vuoi emozionare“. 

QUI il trailer di “Freaks Out” prodotto da Good Films, Lucky Red e Rai Cinema distribuito da 01 Distribution nel cast: Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini e Aurora Giovinazzo, con la partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski.

Giuliana Aglio

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