Bologna zona rossa. E con tutta probabilità già da venerdì o al massimo dal weekend. Ecco perché ieri, ufficialmente, ha chiesto di affrettare i tempi alla Regione del passaggio da arancione scuro a rosso. Richiesta che verrà accolta non appena arriverà il nuovo Dpcm, atteso oggi. “Stiamo peggiorando, prima facciamo meglio è – l’appello rivolto al governatore Stefano Bonaccini –. Abbiamo una media di 417 casi su 100.000 persone, 22 Comuni sono sopra la media e in particolare 12 Comuni sono oltre i 500 casi. Questo significa che siamo già in zona rossa”. Che arriverà prima del weekend per evitare di vedere altri assembramenti, altri parchi pieni, altre feste di studenti o grigliate tra amici. “Il presidente – ha aggiunto in serata Merola – mi ha assicurato che si sta attivando per arrivare a provvedimenti in pochi giorni”.

L’allarme su Bologna è stato confermato dal direttore dell’Ausl locale Paolo Bordon, intervistato da Repubblica Bologna: “L’Rt a Bologna è a 1,35. Abbiamo 847 persone ricoverate, stiamo rivoluzionando gli ospedali perché ci servono mille letti. Dobbiamo tagliare del 50% la chirurgia programmata non urgente al Bellaria e del 40% al Maggiore. È peggio della seconda ondata. Ma siamo solo all’inizio della terza”. Bordon ha spiegato che oggi in città “registriamo il record di nuovi casi, siamo vicini agli 800, la situazione è complessa”. “Per salvaguardare la nostra sanità è urgente prendere un provvedimento. Prima facciamo meglio è: sono gli ultimi episodi, dobbiamo stringere tutti i denti”, il messaggio lanciato da Merola.

Chiusure e limitazioni. La decisione, che riguarderà l’intera area metropolitana, sulla scia del nuovo Dpcm Draghi, dovrebbe prevedere la chiusura di barbieri, parrucchieri e negozi. A rischio anche le scuole d’infanzia, uniche oggi in presenza. Salvi l’asporto e le consegne a domicilio per bar e ristoranti. Per oggi, intanto, è stata convocata la conferenza metropolitana dei sindaci, molti dei quali ieri hanno attivato nuove restrizioni nei proprio comuni a partire da Budrio.

Ospedali ko. L’ultimo numero sui ricoveri ospedalieri, parla di ben 850 pazienti, a mille si andrebbe a compromettere seriamente l’intero sistema sanitario. “Stiamo già riducendo gli interventi di chirurgia del 40-50% – così ancora Merola –. Contiamo sul piano vaccinazioni, che si sblocchi al più presto”.