“Negli ultimi anni c’è troppa aggressività, se ne fregano della sicurezza dei loro rivali”, così Valentino Rossi ha commentato la morte di Dean Berta Vinales sostenendo che, in merito a quanto successo sul circuito di Jerez, cadere è la situazione più pericolosa di questo sport e il rischio è aumentato notevolmente negli ultimi anni.

Le accuse del Dottore

“La Supersport 300 è una categoria ancora più estrema della Moto 3– ha affermato il pilota di Pesaro-. Troppe moto in pista e i giovani sono diventati più aggressivi. Guardi le gare con paura perché tutti se ne fregano dei loro rivali. Non c’è rispetto”. Il campione 42enne, ormai prossimo al ritiro, ha dichiarato, dall’alto della sua esperienza ventennale, di non essere affatto d’accordo con il numero eccessivo di moto in gara. “Le moto sono 42 e sono troppe -ha continuato Rossi-. Inoltre, sono pesanti, poco veloci e sempre bloccate”.

Non è un problema di età

Valentino Rossi ha inoltre affermato che cambierebbe poco spostare il minimo di età per poter gareggiare. “Se aumenti di un anno o due può andare meglio, ma non è una differenza sostanziale. La MotoGp dovrebbe considerare l’idea di applicare sanzioni più pesanti nelle categorie dei più giovani per indirizzarle verso una guida più responsabile”. Il Dottore, pertanto, ha ribadito la sua contrarietà al modo di correre contemporaneo. “Questo è uno sport fantastico, ma c’è bisogno di più rispetto in pista. C’è qualcosa di più importante che vincere due posizioni”. Con questo monito, il campione Yamaha, ha sottolineato il proprio disappunto nei confronti di questo mondo che abbandonerà a breve.

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