Quando, nel 2000, i battenti della Blumhouse si aprirono per la prima volta, probabilmente il suo fondatore Jason Blum non si aspettava tutto quello che sarebbe venuto in seguito, in termini di successo e incassi. La casa di produzione statunitense, specializzata nella produzione di film horror, è un vero e proprio gigante del settore, e vanta tra le sue fila alcune delle saghe più celebri della filmografia moderna, da Paranormal Activity a La notte del giudizio.

Classe 1969, Blum ha mosso i primi passi nel mondo del cinema presso la società newyorkese Arrow Entertainment. La sua famiglia conosceva Steve Martin, così il giovane gli spedì una copia della sceneggiatura. Martin l’approvò con una lettera, che venne inviata a diversi dirigenti di Hollywood. Blum ha collaborato con Bob e Harvey Weinstein in qualità di produttore esecutivo; successivamente è stato produttore indipendente per la Warner Bros. Ha inoltre lavorato come direttore di produzione per la Malaparte, una compagnia teatrale no-profit creata da un gruppo di attori, tra cui Ethan Hawke e Steve Zahn. Nel 2000 arrivò la Blumhouse Productions, dedicata alla realizzazione di film a basso costo.

Blumhouse: minimo sforzo (economico), massimo risultato

Blumhouse
Whiplash, musical drama che ha permesso alla Blumhouse Productions di vincere tre Premi Oscar

Nonostante il budget limitato, molte delle produzioni Blumhouse si sono rivelate estremamente redditizie. Basti pensare a Paranormal Activity, mockumentary costato poco più di 15.000 dollari, che,in poche settimane, ha toccato quota 108 milioni di dollari al botteghino. I due attori protagonisti, all’epoca, avevano ricevuto un compenso di cinquecento dollari a testa; fortunatamente, dato lo strepitoso successo del lungometraggio, hanno ricevuto un ulteriore pagamento. Anche,Ouija, nonostante la stroncatura da parte della critica, ha avuto incassi record, debuttando al primo posto, davanti a John Wick.

Il colpo da maestro di Blum, comunque, è stato Whiplash, un film del 2014 scritto e diretto da Damien Chazelle e interpretato da Miles Teller e J. K. Simmons. Con “solo” tre milioni di dollari a disposizione, il regista di La La Land ha dato vita a un musical intenso e delicato, che ha ottenuto ben tre Premi Oscar. Un risultato insperato, per una casa di produzione nata senza particolari aspettative. Anche alcune collaborazioni, come quella con la Universal per Split e Glass, si sono rivelate fruttuose, sia in termini d’incassi che a livello di popolarità.

I flop della casa di produzione

Non tutte le scommesse, tuttavia, sono vincenti. Sinister, Get Out, Insidious o The Purge hanno aumentato il giro d’affari della Blumhouse, alcuni passi avventati e degli esperimenti poco riusciti si sono trasformati in veri e propri insuccessi. I risultati di FNAF, Imaginary e Night Swim sono stati a dir poco deludenti, così come il sequel de L’Esorcista. A poco sono valse le consulenze di Linda Blair in persona; non si può dire che il film sia stato un flop, ma i numeri non sono di certo da capogiro.

Anche variazioni di genere, come Jem e le Holograms, si è rivelato fallimentare. L’operazione nostalgia, che ha coinvolto attrici come Juliette Lewis e Molly Ringwald, regina degli anni Ottanta, l’adattamento cinematografico della serie animata cult è stato accolto freddamente dal pubblico, incassando soltanto due milioni di dollari in tutto il mondo. Si ha, nell’ultimo periodo, la sensazione che la creatura di Blum abbia perso smalto ed inventiva e che, complice la crisi dell’industria cinematografica e il poco sapiente utilizzo della CGI, l’appeal delle sue opere sia diminuito drasticamente. Nell’era delle piattaforme digitali, che offrono qualità e una vastissima scelta, alla Blumhouse Productions servirà qualcosa in più per tornare nei radar degli amanti dell’horror.

Federica Checchia

Seguici su Google News