Si celebra l’8 ottobre la Giornata Mondiale della Dislessia. Tantissimi Palazzi comunali di tutta Italia si coloreranno di turchese, per fare informazione e sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi specifici dell’apprendimento. Sono tantissime le iniziative organizzate: ad esempio, l’Istituto Serafico di Assisi, specializzato in questi disturbi, presenterà i risultati di un innovativo metodo di apprendimento.

Giornata Mondiale della Dislessia, tutto si colora di turchese

L’Istituto Serafico spiega, infatti, che 31 studenti su 34 (pari al 91,17%) hanno migliorato le competenze di comprensione del testo in prove riconosciute a livello nazionale come le Mt, le prove criteriali e la prova di studio della batteria Amos. Ma anche nei test di abilità e motivazione allo studio, usati in ambito scolastico per valutare non solo le abilità cognitive ma anche le componenti emotive e motivazionali legate all’apprendimento come ansia, autostima, resilienza, motivazione, strategie di studio. Il metodo prevedeva di seguire gli interessi degli studenti. Così sono arrivati in classe Ulisse, Medusa, Atena e persino il Colombre di Buzzati. Le figure mitologiche sono diventate strumenti per affrontare le paure e per riorganizzare le strategie di studio.

Sono ancora tantissimi i casi di DSA non diagnosticati nei giovani alunni. Per tanti la diagnosi arriva in ritardo: ansia da prestazione, negazione dei genitori e degli insegnanti e vergogna sono alcune delle cause che non permettono di ricevere supporto. Ma cosa sono i DSA? I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi del neuro-sviluppo. Condizionano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. Solitamente si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, e sono di diversi tipi:

  • Dislessia – disturbo specifico della lettura.
  • Disortografia –  disturbo specifico della scrittura.
  • Disgrafia – disturbo specifico della grafia: riguarda la componente motoria della scrittura.
  • Discalculia – disturbo specifico che riguarda la difficoltà nella manipolazione dei numeri, i calcoli veloci a mente e il recupero dei risultati nelle diverse operazioni aritmetiche.

Non sono sinonimo di deficit di intelligenza, ne una malattia: si tratta di un diverso neuro funzionamento del cervello. Questo non impedisce la realizzazione della specifica abilità, ma necessita di tempi più lunghi e carichi maggiori di attenzione.

Marianna Soru