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“Aborto più grave della pedofilia”: le parole di un sacerdote di Macerata

Sdegno per il paragone tra aborto e pedofilia pronunciato da don Andrea Leonesi nel corso della messa del 27 ottobre. Il video, diffuso da un sito d’informazione maceratese e disponibile su Youtube, ha scatenato l’indignazione del web.

Nulla è peggio dell’aborto, neppure la pedofilia. Questa l’opinione di don Andrea Leonesi, vicario del vescovo di Macerata. Durante l’omelia del 27 ottobre, il parroco maceratese ha elogiato il governo polacco per aver varato ”una legge per cui anche il feto malformato non si può abortiree invitato i fedeli a pregare per l’avvento di ”una nuova generazione di politici cristiani”.

La libertà di scelta delle donne

Quando si parla di aborto si parla di libertà di scelta, di un diritto guadagnato dopo lunghe lotte e rivendicazioni. Un diritto che ancora oggi molte donne non riescono ad esercitare liberamente, a causa di medici obbiettori di coscienza e governi che ne limitano l’esercizio.

Se la Chiesa fatica a riconoscere la legittimità dell’aborto, non significa che le istituzioni debbano fare altrettanto: lo Stato dovrebbe impegnarsi nel garantire diritti ai suoi cittadini, lasciano fuori dai palazzi decisionali personali credenze religiose.

Aborto e pedofilia: le accuse alla Chiesa

La continua non responsabilizzazione di esponenti del clero, l’insabbiamento di casi di pedofilia e la protezione di un sistema malato sono stati per millenni la via di fuga del clero ma anche della Chiesa più potente e dei vertici più importanti”. Questa la riflessione di Carlotta Vagnoli, blogger fiorentina e attivista per la libertà delle donne. Se la pedofilia resta un argomento ancora tabù per la Chiesa, la lotta all’aborto sembra essere diventata la valvola di sfogo per un clero che non riesce a fare ammenda dei propri errori.

La denuncia alle sconcertanti parole del parroco arriva anche dalla Sinistra Democratica di Macerata: ”Negazionismo, oscurantismo, maschilismo esasperato: quelle parole non nascondono una visione della società arcaica e patriarcale di fronte alla quale il silenzio e l’indifferenza non sono ammessi”. L’auspicio è che la Chiesa allontani chi, come don Leonisi, strumentalizza la fede per diffondere odio.

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